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Per combattere il caro libri, basta cambiare la scuola

Il professor Massimo Tosi, dell'Ite Tosi, ha partecipato a un corso selezionatissimo di Apple con il progetto "book in progress". Molte le potenzialità di innovare la didattica tutelando il portafoglio

Scuola mia ma quanto sei cara!
Un abbattimento dei costi della didattica è stato realizzato all’ITE Tosi di Busto Arsizio. Da quattro anni, ormai, l’istituto di viale Stelvio a Busto fa parte della rete del "book in progress", dove i docenti condividono lavori originali, appunti e approfondimenti e ne ricavano testi scolastici che vengono poi rilegati e pubblicati alla scuola Majorana di Brindisi. Lo scorso anno, il professor Massimo Tosi era stato ricevuto dall’allora Ministro Profumo per presentare i risultati di un lavoro che coinvolge 75 scuole in tutt’Italia. Nella nostra provincia, hanno aderito al Book in progress anche i Licei di Gallarate, il Liceo Classico di Saronno, l’ITIS-IPSIA di Gallarate e l’ITIS di Varese. Grazie al progetto, gli studenti del biennio ricevono il materiale didattico prodotto ad un costo di gran lunga inferiore a quello dei normali libri di testo. Il risparmio ottenuto, permette alle famiglie di sostenere anche l’acquisto di uno strumento tecnologico ( in particolare al Tosi è l’Ipad) con cui sviluppare una didattica innovativa, basata sulla tecnologia. 

Lo scorso anno, Stato e Regione Lombardia misero a disposizione oltre 16 milioni di euro per dotare gli studenti di strumenti informatici. L’Ite Tosi colse al balzo la proposta per poi avviare un progetto che, quest’anno, vivrà un’ulteriore salto qualitativo.
 
Il professor Tosi a Sinistra con l'ex assessore Bonfanti e la preside CattaneoUno dei suoi professori, Massimo Tosi, è stato selezionato da Apple per diventare un "ADE" "Apple Distinghuished Educator".  Solo 150 professori, provenienti da 27 paesi del mondo, hanno seguito il corso tenutoti a Cork in Irlanda nei giorni scorsi. La Apple ha presentato applicazioni sviluppate nel campo dell’insegnamento: «la cosa più importante in questa bella esperienza – ha commentato il professor Massimo Tosi – è stata non tanto lo sviluppo di capacità tecnologiche, non tanto l’apprendimento di come funzionano le numerosissime app del settore educational, quanto le modalità di lavoro, la condivisione di idee e prospettive e, perché no, di sogni, che ci hanno visto vivere momenti di duro lavoro, attimi di grande emozione, in un pathos che ha unito le diverse culture e ha abbattuto le barriere».
 
Spalla a spalla con colleghi di altre nazioni, il docente ha avuto modi di toccare con mano le potenzialità di un’istruzione diversa, che poggia su organizzazioni differenti: « Le scuole danesi o olandesi sono più avanti perché hanno sistemi più flessibili. Ho visto l’efficacia di modelli rivoluzionari come il "Flipped classroom" dove i ragazzi cercano le informazioni necessarie al loro sapere usando la rete. Sotto la guida del docente, si lavora in classe adattando al proprio sentire e alle singole inclinazioni le fonti di apprendimento. Così gli alunni si mettono in gioco e poi si autovalutano attraverso una didattica partecipata». 
Un altro modello presentato al corso ADE è stato quello del "Challendeg based learning  dove si lanciano sfide ai ragazzi su temi importanti e complessi : « I giovani devono sviluppare conoscenze e competenze per cercare soluzioni adeguate al proprio contesto sociale, culturale e ambientale. Se poi intervengono le istituzioni, il risultato è ancora più motivante». E poi ci sono le grandi opportunità dell’uso della tecnologia nel supporto delle disabilità, dalle più gravi alle più lievi. 
 
Da parte sua, il docente di Busto ha portato all’attenzione dei colleghi l’esperienza del bookingprogress: «Lo strumento migliore, capace di creare libri davvero interattivi si è rivelato iBooks Author, un’applicazione per Mac della Apple che consente di lavorare i testi arricchendoli di molteplici prospettive di uso, sia a livello di media che di organizzazione dei contenuti in una forma meno accademica e paludata, bensì capace di sviluppare una didattica costruttiva e collaborativa tra gli studenti».

Per il momento, però, il docente trattiene l’entusiasmo: « Il cambiamento non è certo dietro l’angolo – afferma il professor Tosi – ma qualcosa inizia a muoversi. Come docente ADE sarò ora chiamato a presentare le potenzialità dell’eredità di Steve Jobs. Apple ha saputo riconoscere nell’istituzione scuola la base per il miglioramento della società. Le nuove tecnologie quindi sembrano essere l’anello mancante di questo percorso evolutivo, il collegamento tra una scuola da svecchiare e la necessità di potenziare le capacità delle nuove leve, sempre più sacrificate dai modelli scolastici tradizionali. Si partirà dai colleghi per dimostrare le opportunità offerte da questi modelli che non insidiano l’individualità del singolo insegnante ma riescono anche a esaltarla. Due sono i punti cardine della rivoluzione: la tecnologia e il lavoro in equipe».

Aspettative altissime, tempi di lavoro lunghi: la scuola italiana riparte, con qualche segnale di rivoluzione. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 agosto 2013
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