Chiede soldi al politico Stracquadanio, arrestato un estorsore

L'ex senatore del Pdl aveva perso l'ipad a Milano. Un varesino l'ha ritrovato, ma per restituirlo voleva un premio di 200 euro. Agenti in borghese lo hanno bloccato in piazza Repubblica, dopo la consegna del denaro

L’ex senatore del Pdl Giorgio Straquadanio è stato vittima oggi di una tentata estorsione a Varese. La polizia ha arrestato l’uomo che ha cercato di incassare da lui 200 euro, in cambio dell’ipad che il giornalista e politico aveva smarrito ieri a Milano. «Ieri dovevo andare da Milano a Torino, partendo dalla stazione Garibaldi – racconta la vittima – ho fatto il biglietto e ho preso un caffè. Ho appoggiato l’ipad e sono andato verso il treno. Mi sono reso conto che l’avevo dimenticato ma quando sono tornato indietro non l’ho più trovato. Ho attivato la funzione “trova il mio ipad” sull’iphone, che fa comparire un avviso sull’apparecchio. Alle 21, a Torino, mi arriva una telefonata di una persona giovane, italiano, che mi dice: lei è quello che perso l’ipad alla stazione Garibaldi? Mi da appuntamento a Lugano, io gli offro una ricompensa e lo invito anche a pranzo. Lui mi dice che forse non ci siamo capiti – continua Stracquadanio – a che a queste condizioni non gli va bene. Mi dice inoltre che ha sbloccato l’ipad, e che ha visto i documenti e le mie fotografie. Afferma che potrebbe venderlo e ricavarci molto di più. Insomma, taglio corto e acconsento a un incontro. A quel punto e lui mi dà appuntamento davanti al centro commerciale Le Corti a Varese».

LA RICHIESTA DI SOLDI
Il “furbetto” varesino non aveva però capito che l’ipad era del politico Stracquadanio, una circostanza che ha fatto pensare, al proprietario, come non fosse affatto vero che avesse avuto accesso ai suoi dati personali: «Come minimo mi avrebbe detto che aveva visto dei segreti che scottano» scherza l’ex parlamentare. Ma continuiamo il racconto. Terminata la telefonata e fissato l’appuntamento alle 11 di mattina, il giornalista e politico ha chiamato la questura di Varese. «Sono andato in questura questa mattina alle 8 e 30, e loro hanno predisposto un piano per poterlo individuare». Il politico si è presentato al rendez vous con delle banconote registrate, e con un agente di polizia che guidava la macchina. E’ giunto all’ingresso del parcheggio sotterraneo, è sceso, ma nel frattempo gli agenti in borghese hanno individuato l’estorsore, che teneva in mano un ipad.

LA CONSEGNA 
«Quando siamo arrivati – continua il racconto – mi ha fatto un cenno proprio con l’ipad, e sono sceso. Gli ho dato anche un’ultima chance. Gli ho rifatto l’offerta della sera prima. Ma perché non prende i 50 euro e io le offro il pranzo? Pensavo fosse un altro tipo di persona, mi è sembrato invece un balordo. Non è bello mandare la gente in galera. Per una persona come me, che è un garantista vero, e che ha girato le carceri come parlamentare, è brutto vedere un arresto. Tuttavia, se avesso ceduto al primo ricatto, ne avrei avuti altri. Lui ha rifiutato la mia proposta, allora ho preso le banconote e gliele ho date. Mi ha restituito l’ipad. In quel momento, sono entrati in azione i poliziotti, davvero in un secondo. Gli agenti sono stati anche attenti e sensibili, e gli hanno persino usato un riguardo significativo. Non lo hanno ammanettato, perché lui aveva paura di farsi vedere dalla gente. Più che una squadra di poliziotti – aggiunge inoltre il politico – ho trovato una squadra di amici. Pensate che durante questa giornata abbiamo parlato di tutto, anche di sport e delle nostre famiglie. Mi sono complimentato con il questore per la straordinaria efficienza, umanità, capacità della squadra mobile. Infine abbiamo anche scherzato, perché curiosamente io ero l’unico senza la giacca e la cravatta».
L’ultimo pensiero della vittima dell’estorsione è però per i parenti dell’arrestato: «Ho saputo che ha 30 anni, e ha una moglie e una figlia. Ora ho un terribile rovello – confessa Stracquadanio – quest’uomo ha una imputazione per estorsione. Ha un lavoro stabile a Malpensa che adesso perderà. Si farà i domiciliari, ed entrerà in una spirale di guai enorme, e il tutto solo per 200 euro. Mi costituirò parte civile, ma solo per uno scopo. Ho già chiesto al mio avvocato come fare, affinché la nostra costituzione di parte civile possa, un giorno, andare a favore della figlia, che dovrà essere risarcita per avere avuto un padre così irresponsabile». L’indagine è stata condotta dalla squadra mobile, il pm è Annalisa Palomba. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 19 Ottobre 2013
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