Varese diventa più “green” grazie a ciclabili e differenziata

Nel rapporto di Legambiente sulla qualità ambientale la Città Giardino guadagna dodici posizioni. Ma l'associazione avverte: «C'è ancora molto da fare su mobilità, aria e rinnovabili»

lago di varese pista ciclabile qualità ambientale varese legambienteTrento al top, Siracusa in fondo alla classifica e Varese nel mezzo. Quali sono le città dove la qualità ambientale è più elevata e come se la cava, da questo punto di vista, la città giardino? Secondo il Rapporto Ecosistema Urbano 2013 appena presentato a livello nazionale da Legambiente Varese si colloca, appunto, nel mezzo della classifica delle città medie (dagli 80 ai 200mila abitanti).

Il capoluogo di provincia si è piazzato 26esimo su 44, con un indice complessivo di 47,36. Per fare un confronto, la migliore è Trento con 71,38, la peggiore Siracusa con 29,38, i cugini di Como si posizionano dietro, al 32esimo posto (44,03). Il dato più interessante è però che la qualità ambientale in città è cresciuta: l’anno scorso l’indice di Varese era pari a 41,02 e la posizione era la 38esima.

Quali sono dunque gli elementi virtuosi che hanno permesso un positivo passo in avanti? Sono soprattutto tre: l’aumento della percentuale della raccolta differenziata dal 48,4% al 59,4%, la diminuzione di concentrazione media di biossido di azoto NO2 nell’aria da 42,5 microgrammi per metro cubo a 34,5 µg/mc, l’aumento dell’indice di ciclabilità che registra le azioni per la diffusione delle due ruote nel tessuto urbano. Anche se molto resta da fare.

Aria – Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico i problemi permangono. Se per il PM10, che riguarda i mesi invernali, la situazione è negativa ma non troppo (17esima posizione, media annuale di 32 µg/mc), è invece pessima per la concentrazione di ozono nei mesi estivi: sono stati 73 i giorni di superamento della soglia di 120µg/mc fissata dalla normativa. Un dato preoccupante, che posiziona la città al 31esimo posto in questa particolare classifica.

Acqua – È forse nella gestione delle risorse idriche la performance peggiore della città. In tutti e tre i criteri presi in esame Varese è nelle retrovie: la percentuale di perdite nella rete di distribuzione arriva al 36%, la capacità di depurazione è solo dell’89% e il consumi idrico procapite giornaliero è di ben 181 litri. Sempre per fare un confronto con realtà vicine, a Brescia le perdite sono del 19% e la depurazione copre il 99%.

Rifiuti – Come detto, è significativo l’aumento di ben 11 punti percentuali di raccolta differenziata, che permette a Varese di essere la sesta città tra quelle di medie dimensioni. Anche per l’altro parametro preso in esame, la produzione pro-capite di rifiuti solidi urbani all’anno, la performance è tra le migliori, con una media di 499 kg. Complice probabilmente la crisi che colpisce tutti i territori, scende la quantità rispetto all’anno scorso (516,9 kg) ma non muta la posizione (11esima).

Mobilità –
È in chiaroscuro il quadro cittadino per la mobilità. Varese si piazza a metà classifica per offerta di trasporto pubblico e per utilizzo dello stesso da parte dei cittadini. L’indice di mobilità alternativa, che misura il livello delle politiche urbane sul tema, e l’indice di ciclabilità sono entrambi in aumento: da 23,3 a 40 il primo, da 37,50 a 48,50 il secondo (in tutti e due la città giunge al 16esimo posto). D’altra parte però l’altissimo numero di 64 auto circolanti ogni 100 abitanti e quello del numero di vittime di incidenti stradali pari a 0,79 ogni 10mila abitanti lasciano la città nelle retrovie. Senza contare la quasi assenza di Zone a Traffico Limitato, a causa della quale il capoluogo bosino ottiene un poco edificante 39esimo posto. Va un po’ meglio per le isole pedonali, la cui estensione è di 0,24 metri quadrati per abitanti.

Verde – Varese è Città Giardino, ma solo se si considerano le aree protette e i parchi. In questo caso è tra le dieci più verdi d’Italia tra quelle di medie dimensioni. Il verde urbano fruibile invece è molto scarso: ogni cittadino ne ha a disposizione solo 6,71 metri quadrati, per una sorprendentemente negativa 39esima posizione.

Energia
  – Nell’ultimo anno a quanto ammonta l’indice di Ecosistema Urbano per le politiche di risparmio energetico in città? La risposta non potrebbe essere più chiara: a zero. E i kilowatt di fotovoltaico installati su edifici comunali ogni mille abitanti? 0,02. Non siamo in Sicilia, è vero, ma nella vicina Bergamo i kilowatt sono 14,25. Il consumo domestico di energia elettrica procapite è molto alto, essendo pari a 1227 chilowattora. Non tutto però è da bocciare: per il solare termico installato su edifici comunali siamo al 22esimo posto, grazie agli 0,44 mq ogni mille abitanti. E soprattutto siamo noni per il teleriscaldamento (16,99 metri cubi per abitante), anche se in discesa di quattro posizioni rispetto all’anno precedente a causa di un dimezzamento del volume di metri cubi per abitante.

Politiche ambientali – L’ultima parte del Rapporto è dedicata ad una valutazione generale delle politiche ambientali dei Comuni. E anche qui Varese non brilla: l’indice di partecipazione e pianificazione ambientale è pari a 25, il peggiore tra le città lombarde di media grandezza e il 33esimo a livello nazionale. Per Como e Monza l’indice è 38, per Brescia 63, per Bergamo addirittura 88. Ma la classifica in assoluto peggiore è quella relativa all’eco-management, che misura il livello di sostenibilità interno all’Amministrazione, dagli spostamenti dei dipendenti all’utilizzo di prodotti green per gli uffici. Per Varese un quarantesimo posto che dimostra quanta strada ci sia ancora da fare.

Il commento di Legambiente Varese – Proprio da quest’ultimo aspetto parte il circolo ambientalista per commentare i risultati del Rapporto: «Nella nostra città manca soprattutto una visione d’insieme ed un management ambientale, come il mobility manager, che metta a sistema azioni a volte anche utili e innovative ma frammentate e discontinue. La città non è immobile, anche nel 2013 ci sono stati passi in avanti in campo energetico e di gestione dei rifiuti che probabilmente risulteranno nel dossier del prossimo anno. Però l’evoluzione è troppo lenta, timida e contraddittoria: all’Amministrazione (ma anche ai cittadini) servono più coraggio e volontà. Servono pure le risorse economiche, naturalmente: ma se le poche esistenti vengono indirizzate in maniera sbagliata ne restano meno per la qualità della vita e la tutela dei beni comuni».

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 31 Ottobre 2013
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