Cecchetti: “L’impatto di Ikea sarà negativo”
Il vicepresidente del consiglio regionale ha chiesto misure di sostegno per il piccolo commercio nei comuni che verrano penalizzati dall'insediamento della megastruttura commerciale con relativa galleria commerciale
Il progetto della grande Ikea di Cerro Maggiore e Rescaldina, che oltre al punto vendita di mobili prevede anche la realizzazione di una grande galleria commerciale con tipologie di prodotti diversi, “è devastante, farà perdere lavoro e avrà forti e gravi impatti territoriali e ambientali in tutto l’Altomilanese”. Lo ha detto oggi il Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), a margine della seduta di Consiglio regionale sul provvedimento amministrativo riguardante le nuove linee di sviluppo delle imprese del settore commerciale tra cui anche i centri commerciali. Le critiche di Cecchetti ricalcano in buona sostanza quelle della Confcommercio.
«La sua realizzazione – ha detto Cecchetti – determinerà degli effetti negativi sui comuni direttamente coinvolti, nonché su quelli adiacenti come Legnano, Parabiago, Magenta, Rho e Bollate. L’impatto sarà negativo, ma non solo per i riflessi che si avranno sul sistema commerciale locale e l’occupazione».
Cecchetti ha evidenziato soprattutto i dati sull’occupazione diffusi nei giorni scorsi da Confcommercio: a fronte degli 841 nuovi posti di lavoro offerti se ne perderanno 1085. “E oltre al lavoro – ha aggiunto poi Cecchetti – ci saranno anche ricadute ambientali per una zona ad alta densità commerciale e con una situazione viabilistica già al limite. Nessun nuovo centro commerciale, peraltro fra i più grandi d’Europa, potrà giustificare ulteriori disagi ed effetti negativi sulla qualità della vita dei cittadini dei comuni interessati”.
Cecchetti ha presentato con il collega Antonello Formenti un emendamento alla Pda, approvato dall’Aula, che chiede «idonei sistemi di sostegno al commercio di vicinato interessato dagli effetti negativi dell’insediamento di una nuova grande struttura e l’adozione di criteri e strumenti per disincentivare e contrastare gli eventuali effetti negativi derivanti dall’insediamento di grandi strutture di vendita con gallerie commerciali ». «Solo in questo modo – ha evidenziato ancora Cecchetti – potremo tutelare effettivamente e concretamente il nostro territorio, la nostra terra, l’occupazione, i negozi di vicinato e quindi il lavoro dei piccoli e medi negozianti delle nostre città. In caso contrario avremo una progressiva “desertificazione” sia sul piano occupazionale che della qualità della vita nelle nostre città».
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