Il video “inchioda” Frates: il timeout dimenticato costa il ko
Riguardiamo il finale tra Varese e Lubiana: incredibile l'errore dell'allenatore che non chiama la sospensione e non si accorge dei richiami del suo staff. Perché guarda da un'altra parte
Riguardare gli ultimi 31" di partita tra Cimberio e Olimpija Lubiana è esercizio doloroso per chi ha a cuore le sorti della squadra biancorossa. Ma va fatto, per analizzare gli errori e provare a non commettere qualcosa di simile in futuro.
IL PASSAGGIO – Lo sbaglio principale è sotto gli occhi di tutti e riguarda l’asse De Nicolao-Sakota. Lubiana va a tirare a 16" dalla conclusione – in presa diretta ci era sembrato mancasse meno alla fine – con Gailius, la palla colpisce il ferro, viene toccata da Polonara e finisce nelle mani di De Nicolao. Chiaramente il play avrebbe dovuto congelarla, o partire in palleggio sulla destra dove avrebbe trovato spazio e rosicchiato qualche secondo prima di un inevitabile fallo. Invece Andrea lancia immediatamente la sfera a Sakota che a sua volta ha delle colpe gravi: primo perché chiama con voce e mani il pallone, secondo perché se lo lascia sfuggire. Passaggio brutto, è vero, ma a quel punto bastava riceverlo da fermo senza necessariamente partire in corsa con un difensore (Salin) vicino. Sarà proprio il finlandese a 12" dalla sirena a rubare il possesso e far ripartire l’azione conclusa con tripla glaciale di Gailius. Sulla difesa disperata nessun appunto: il lituano era piuttosto libero, ma la rapidità dell’azione non ha ovviamente permesso di riorganizzare la Cimberio.
FRATES IN BAMBOLA: NESSUN TIMEOUT – Qui però avviene la seconda parte del cataclisma. Quando il cronometro si ferma per il canestro di Gailius, restano da giocare 3 secondi e 70 centesimi. Pochi per un’azione fatta ripartire da fondo campo (ma su quel parquet Alessandro Abbio ce ne mise 4 per andare a depositare a canestro nella terza gara di semifinale del 1999), più che sufficienti invece per organizzare un tiro decente con rimessa sugli otto metri d’attacco. Ma c’è un piccolo particolare: per avere quella situazione il capo allenatore dovrebbe chiamare il timeout, per altro ancora a sua disposizione.
E invece il destino si compie: dopo il canestro di Gailius, Fabrizio Frates perde le staffe, si gira camminando nervosamente verso il fondo del campo e non si accorge che il suo staff (Jemoli, Ferraiuolo e soprattutto il primo assistente Bizzozi, che rincorre Frates, urlando e mimando il gesto del timeout) lo implora di chiedere la sospensione. Il tempo ci sarebbe, perché Varese anche per lo shock, impiega qualche istante a effettuare la rimessa. E comunque qualsiasi allenatore del mondo e a qualsiasi livello deve tenersi pronto il "gesto della T" al posto che perdere la trebisonda.
L’errore di Frates è gravissimo, anche se ovviamente poi la Cimberio avrebbe dovuto fare un canestro nel tempo residuo, cosa non semplice visto come sono state disegnate alcune rimesse recenti (l’ultima contro Villeurbanne, quella che ha preceduto l’intervallo con Lubiana). Ma provarci era doveroso. E chiederne conto anche.
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