Nel paese semidistrutto dall’acqua, la forza di abitanti e volontari

Rossana Carta, da Cittiglio, è andata nel suo paese in Sardegna per aiutare i parenti: Torpè è tra gli abitati più colpiti, segnato da uno tsunami dalla vicina diga. "C'è una grande solidarietà, nonostante la crisi"

Quando scatta un emergenza, gli italiani sanno aprire il cuore e riscoprono la solidarietà, anche in momenti di crisi. «Arrivano camion di volontari carichi di aiuti, con i cartelli che dicono "Cagliari c’è", "Sassari c’è"», ci lo racconta – lontano dalla retorica che a volte viene dalla televisione – Rossana Carta, che abita a Cittiglio ma che in questi giorni è nel suo paese natale, Torpè in provincia di Nuoro. Il paese è stato devastato da un’onda di piena venuta dalla vicina diga sul fiume Posada (nella foto sotto) e ci sono oltre 500 sfollati. Rossana è venuta nel suo paese per aiutare la cugina, ma ci ha contattato anche per raccontare – da vicino – come la Sardegna e l’Italia stanno rispondendo con generosità. «La parte bassa di Torpè, quella vicino al fiume, oggi quasi non esiste più, la corrente elettrica è stata ripristinata solo da due giorni in paese. Ma stanno arrivando anche moltissimi volontari, arrivano anche da Sassari, da Cagliari, da moltissimi comuni della zona. Molti consegnano acqua in bottiglia (l’acqua corrente non c’è in diverse zone), si attivano per i medicinali. Ho visto anche un signore che è arrivato anche con un camion di balle di fieno» (in generale, l’alluvione ha colpito duramente anche agricoltura e allevamento). «C’è tanta solidarietà, nonostante la crisi. Nel dramma, tante famiglie si sono riunite, con i parenti emigrati che sono tornati a dare una mano, ma anche nell’aiuto reciproco in paese: molti si sono riunite con i parenti che vivono a Villanova, la parte alta del paese». Il paese- che ha poco meno di 3000 abitanti – è interessato come si diceva – come altri nella zona tra Nuorese e Ogliastra – dalla presenza di una grande diga e di un grande bacino idrico (nella foto a destra) sul fiume Posada, "punto sensibile" ancora al centro di possibili allerte in questi giorni a causa degli smottamenti: un vero incubo per gli abitanti della zona, come si può intuire anche dalla foto a destra (inviataci sempre da Rossana).

Rossana, che gestice l’Agricaffè a Cittiglio, nei giorni scorsi ha attivato una sua personale raccolta: «Tanta gente ha portato molti vestiti e anche lettini, servono molte cose di prima necessità». Anche nel Varesotto sono partite alcune iniziative organizzate, come quella proposta dal Circolo dei Sardi di Marchirolo, che raccogliere per una settimana (dal 25 novembre all’1 dicembre) materiali sa inviare in Sardegna

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 novembre 2013
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