Quando scuola e impresa sembrano due rette parallele
Il caso di un’imprenditore di Cantello e il modello tedesco che tutt’Italia dovrebbe adottare
Stefano Montoli (al centro nella foto, in beige) gestisce l’impresa di famiglia, la Brevetti Montolit, da circa vent’anni. Da dieci ha avviato un dialogo con gli istituti tecnici della provincia per avviare stage di formazione all’interno della sua azienda.
La Brevetti Montolit produce macchine per il taglio delle piastrelle, un prodotto d’eccellenza. «Siamo radicati sul territorio – spiega Montoli – e molti dei nostri dipendenti li conosciamo da sempre, sono vicini di casa, amici, conoscenti. Anche per questo ho ritenuto ovvio contattare le scuole e avviare dei tirocini nella mia azienda per i ragazzi del posto». Un’iniziativa nata dalla buona volontà di un imprenditore che però spesso cozza con la dura realtà della formazione scolastica. «I ragazzi che vengono da noi sono bravi – continua Montoli – ma spesso impreparati ad affrontare quello che li aspetta quando hanno finito la scuola».
In che senso? «Mi è capitato di dover valutare un ragazzo dell’Itis di Varese. Era motivato ma impreparato tecnicamente. Quando ho dovuto compilare la sua scheda di valutazione ho preferito lasciarla in bianco e aspettare che mi contattassero dalla scuola. Quando l’hanno fatto ho dovuto far presente che sebbene il ragazzo fosse molto propositivo, non aveva le basi necessarie ad affrontare il lavoro in azienda». Cosa le hanno risposto? «Mi hanno detto che la cosa gli risultava nuova e mi ringraziavano per averglielo fatto presente. Purtroppo la realtà è che spesso questi ragazzi escono dalle superiori senza nemmeno sapere usare i programmi di disegno tecnico».
La realtà descritta da Montoli non è una novità. Lo scollamento tra imprese e scuole è un dato di fatto. Esistono due rette parallele che sembrano non incrociarsi mai. Da una parte la formazione, spesso inadeguata alle scommesse industriali del presente, dall’altra il mondo imprenditoriale che richiede oggi più che mai, un ottimo livello di specializzazione. L’iniziativa Generazione d’Industria proposta da Univa, l’Unione degli industriali della provincia di Varese, mira a colmare parte di queste lacune. Ma se in Italia queste idee nascono dalla buona volontà, in Germania sono parte integrante del sistema scolastico.
A Berlino la Vattenfall, un’azienda di meccatronica, non solo può garantire agli studenti di un istituto tecnico della città due settimane al mese di formazione per ogni mese dell’anno scolastico all’interno della proprie strutture, ma li retribuisce anche. I costi della formazione vengono ammortizzati con la produzione e il risultato finale è che a un alto livello di specializzazione corrisponde un livello di disoccupazione giovanile tra i più bassi d’Europa. Secondo il sito del Consolato tedesco, in Germania i giovani disoccupati ammontano al 7,7% contro un iperbolico 40% italiano. «È chiaro che gli istituti tecnici non possono permettersi macchinari da centinaia di migliaia di euro». conclude Montoli. Proprio per questo, imitare il modello tedesco è una necessità impellente per il sistema scolastico e per quello produttivo.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su Il vero pericolo non è il bosco. È chi lo abbandona
Bustocco-71 su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"
Maxim59 su Ciclopedonale del Piambello, il traguardo si avvicina: nuovi lavori per completare il percorso dal Ceresio
MarcoF su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"
principe.rosso su Sprangate e bottigliate in zona piazza Risorgimento a Gallarate, la Questura chiude il minimarket per sette giorni










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.