Riforma della sanità, comunicazione e infomazione sono indispensabili

Il processo avviato dalla Regione è positivo, ma non va lasciato nulla al caso: le comunità non devono mai smettere di fare domande, sollevare questione e avanzare proposte. E la Regione deve ascoltare

Si vuole una riforma della sanità sul territorio e ci si sta muovendo nella giusta direzione per quanto riguarda il destino dei vari presidi territoriali: contatto diretto con la gente, illustrazione nei dettagli del progetto. Questo sarà stato un notevole servizio se non si procederà a capriole, abbastanza facili nell’ambiente politico. Alla Regione le comunità del territorio non dovranno stancarsi di chiedere delucidazioni, soprattutto di dare pareri, di far capire quali esigenze locali debbano essere tenute nel massimo conto. Alla Regione si dovrà chiedere di replicare ed estendere questi incontri, alle comunità sarà importante segnalare la massima partecipazione diversamente non avranno valore e spazio eventuali future contestazioni. Emblematico il caso Varese dove solo molto dopo tempo dopo, a opere edilizie quasi terminate, è scoppiata la guerra per il nuovo ospedale pediatrico.

Nemmeno la Regione si può accontentare di una piccola serie di incontri perché la sanità è diventata una patata bollente: quando si toccano i problemi della salute chiarezza nella comunicazione e nell’informazione sono indispensabili per un buon rapporto con i cittadini. In questo progetto di una riforma della sanità proiettata nel futuro, anche le istituzioni civiche collaborino attivamente. Il nuovo modello lombardo infatti potrebbe essere di per sé eccezionale, ma rivelarsi inadatto per alcune peculiarità locali: ecco allora la necessità di trovare soluzioni che non portino a stravolgimenti destinati a essere fonti di polemiche continue.

Comunicazione e informazione significano anche un rapporto costruttivo con i mass media e quindi almeno a Varese non guasterebbe qualche approfondimento in più sulla riforma dedicato alla stampa. Una notizia dall’Emilia che fa guardare con occhio diverso ai nostri ospedali. Malore improvviso di una bibliotecaria, rapido intervento della CRI, codice verde,medici del Pronto Soccorso all’opera,visita, serie di controlli e analisi e al momento della dimissione il conto: 191 euro, un quinto dello stipendio, è il caso di dirlo, della malcapitata.

 Questa è la regola dell’Emilia Romagna. In Lombardia per  le prestazioni di Pronto Soccorso anche se si fa la TAC tutti pagano un ticket di 25 euro. Come a dire che in ambiti e per motivi diversi la sanità non perde mai il vizio di far arrabbiare i cittadini.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Novembre 2013
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