Il Vaticano e le sue lobby in un libro
Un’inchiesta giornalistica svela i retroscena dei gruppi integralisti che gravitano attorno alla chiesa
Si naviga, aprendo “Le Lobby del Vaticano” di Carlotta Zavattiero edito da Chiarelettere, in un fiume di informazioni sui numerosi e sempre più potenti movimenti che gravitano attorno alla chiesa di Roma. Essi costituiscono i mille rivoli attraverso cui la sete di fede viene soddisfatta, ma rappresentano anche gruppi chiusi dove l’autrice denuncia scarsa partecipazione alle decisioni, esclusività, gestione del potere fine a se stesso.
I movimenti laicali sono potenti, numerosi, e condizionano sempre più i campi del potere temporale e con i quali i governi devono scendere a patti. Si potrebbe partire da qui, dalle ultime battute del libro, per parlare dell’importanza di queste lobby, che così l’autrice chiama per via della funzione diversa rispetto alla chiesa: “non quella di riempire le chiese, ma di occupare spazi del potere”. In realtà la tesi della fioritura di gruppi paralleli alla chiesa riguarda anche il tema della necessità di colmare la carenza di vocazioni: pochi preti, e anziani, che possono venir rimpiazzati da giovani che si avvicinano al cattolicesimo entrando da una porta diversa. E allora il libro spiega quali sono questi passaggi, quali gli architetti delle diverse case dove milioni di persone trovano collocazione spirituale. Sono Comunione e Liberazione, il Cammino Neocatecumenale, i Legionari di Cristo o il movimento del Focolari, la Comunità di San’Egidio e l’Opus Dei. Si chiamano Don Giussani, Kiko Arguello, Marcial Maciel Degollado, Chiara Lubich, Andrea Riccardi, Marìa Escrivà de Balaguer. Il testo è preciso, puntuale: permette a chi è a digiuno in materia di farsi un’opinione. La Zavattiero, di che è del mestiere, impiega l’arma dell’intervista non per sostenere una tesi, bensì per arricchire il contenuto di testimonianze dei fuoriusciti. Di particolare interesse la parte del libro dedicata a Comunione e Liberazione e al rapporto giocato da questo movimento coi centri di potere del Paese; dalla lettura si può anche cogliere una mappa degli adepti nel panorama politico italiano: un dato spesso sottotraccia nelle cronache dei giornali.
Il libro consente anche di analizzare un diverso punto di vista col quale rivolgersi all’operato degli ultimi papi, vedi il conservatorismo di Giovanni PaoloII (durante il cui pontificato vennero riconosciuti molti dei movimenti di potere descritti in questo libro) e di BenedettoXVI e più di recente al ruolo dell’Opus Dei nella faccenda Ior e sul rapporto di questo movimento nei confronti del nuovo corso della chiesa dettato dal papa gesuita Francesco.
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