La memoria commissariata

Il comune rifiuta la sala consiliare per la presentazione del libro su Antonio Greppi, cittadino angerese e primo sindaco di Milano dopo la Liberazione. Il volume sarà presentato a Besozzo

Non ci hanno pensato due volte, al comune di Besozzo, prima di dare parere favorevole alla presentazione del libro "Dieci vite in una sola", l’autobiografia di Antonio Greppi, riordinata e pubblicata quest’anno dalla nipote, Bianca Dal Molin. Hanno organizzato gli spazi, cercato le copie dei libri e curato la promozione dell’evento. E in effetti di questi tempi, raccontare la politica al servizio dei cittadini, come è stata quella di Greppi che, da sindaco di Milano immediatamente dopo la guerra, riuscì a dare l’impulso per ricostruire la città, può solo essere utile. Avere poi la possibilità di confrontarsi con una persona di famiglia che ha vissuto, seppur da giovanissima, quegli anni formidabili è un’ulteriore opportunità. Eppure per qualcuno non è così. La stessa domanda, per la presentazione del libro, era stata inoltrata nei giorni scorsi al comune di Angera. E sarebbe stato ovvio che la prima presentazione, se non a Milano, fosse proprio lì, dato che ad Angera la famiglia Greppi è vissuta, Antonio ne è stato sindaco, nonché un cittadino che per la comunità si è speso molto. Lo stesso borgo in riva al lago è attraversato da una strada intitolata a un Greppi, Mario in questo caso, il figlio di Antonio ucciso dai fascisti a 24 anni. Non parliamo di personaggi di un tempo remoto, ma di persone che hanno segnato la storia più recente e contribuito alla libertà del nostro Paese. Perchè quindi negare ai cittadini uno spazio pubblico, la sala consiliare in questo caso, per conoscere qualcosa in più di questa storia? Il Comune di Angera, è attualmente commissariato, e non c’è un sindaco a cui chiedere conto di questo no. Ma il rifiuto del permesso di utilizzare uno spazio dei cittadini, per un evento culturale, come la presentazione di un libro, è di per sè triste e in questo caso lo è ancora di più: è grave se è stata una scelta di merito e preoccupante se è stato un rifiuto superficiale. «Il destino non tradisce i giusti» ha detto Greppi nel suo primo discorso da sindaco dopo la Liberazione. C’è ancora tempo per non tradire un giusto. 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 dicembre 2013
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