Cgil: “Tre mosse per riorganizzare il servizio sanitario”
Alberto Villa e Cinzia Bianchi, segretario organizzativo e funzionaria della Funzione Pubblica della Cgil, indicano all'assessore regionale Mantovani i provvedimenti da prendere per la sanità varesina: «Siamo pronti al confronto»
«Se la denuncia della situazione all’Ospedale di Circolo dell’assessore regionale alla sanità, Mario Mantovani, desta una certa meraviglia, almeno ha il merito di rilanciare, per l’ennesima volta, la situazione drammatica di quella struttura. Una situazione analoga – lo vogliamo ribadire – a quella di tanti altri Pronto soccorso lombardi». Alberto Villa, segretario organizzativo della Cgil di Varese con delega a welfare e sanità, interviene nelle polemiche destate dal blitz di Mantovani dello scorso lunedì.
«Non teniamo a fare classifiche regionali sulle inefficienze del sistema di emergenza lombardo – prosegue Villa – ma vogliamo ricordare all’assessore Mantovani che la situazione “indegna” riscontrata nella sua visita del giorno 13 gennaio scorso rappresenta la quotidianità per l’Ospedale di Circolo di Varese e conferma, nei fatti, le perplessità della Cgil in merito all’attuale sistema sanitario lombardo. Una ‘riforma’ che, esaltando la centralità degli ospedali, di fatto impoverisce i presidi territoriali, costringendo i cittadini di Varese (e non solo) a rivolgersi esclusivamente alle già sovraffollate strutture ospedaliere».
Cinzia Bianchi, funzionaria della Funzione Pubblica Cgil di Varese spiega: «Regione Lombardia ha deciso che l’Ospedale di Circolo diventasse uno dei sei trauma center lombardi, specializzati negli incidenti più importanti. Ovvio quindi che vi afferiscano pazienti da tutto il comprensorio, anche ove siano presenti altre strutture sanitarie. Per non parlare della nuova organizzazione del 118, che ha tolto a Varese la gestione delle urgenze. Forse c’è qualche meccanismo da migliorare. Anche in questo caso sono state scelte decise a Milano e che ci troviamo a gestire con tante criticità».
Tre i punti fondamentali indicati dalla Cgil per una riorganizzazione del servizio sanitario: rafforzamento dei servizi territoriali, centralità della ASL e rivisitazione del sistema degli accreditamenti. «Non è neppure ammissibile dare la croce dei disservizi agli operatori sanitari, che da 6 anni attendono il rinnovo del contratto – conclude Villa – i lavoratori delle strutture sanitarie devono fare i conti anche con il blocco del turn-over, che induce una forte precarizzazione di tutto il settore e costringe il personale a lavorare in situazione di emergenza continua. A Varese, negli ultimi anni, sono stati chiusi circa 300 posti letto. Questo significa che i pazienti stazionano nella barellaia, non potendo andare in reparto. Servirebbe un’importante implementazione degli organici per poter gestire meglio i 5 ospedali della provincia. Negli ultimi mesi Mantovani e l’assessore alla famiglia Cantù hanno portato avanti un’ipotesi di riforma dell’intero sistema sociosanitario lombardo. Noi siamo pronti al confronto».
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