Il monumento all’unità d’Italia rimane dov’è, almeno per due settimane
La battaglia del PDL per rimuovere il cubo di marmo donato da Audio Porfidio continua. “Stiamo cercando una soluzione condivisa -spiega l’assessore- che eviti contenziosi legali"
Era stato il PDL a chiedere che il blocco di marmo donato da Audio Porfidio nel giorno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia venisse rimosso dall’aiuola di piazza Garibaldi. Brutto, pericoloso e senza particolari caratteristiche di pregio artistico: questi sarebbero gli attributi del monumento secondo Franco Castiglioni che ha messo in moto la macchina comunale per spostare (o rimuovere) il manufatto.
Un’operazione non facile dal momento che il "padre" di quella struttura, Audio Porfidio, ha promesso battaglia a chiunque avesse cercato di toccare il suo dono alla città. «Stiamo cercando una soluzione legale» spiega l’assessore Andrea Armiraglio che sia «percorribile e condivisa». Proprio per questo motivo e «per evitare ipotetici contenziosi in futuro» l’assessore chiede di pazientare qualche settimana garantendo che «arriveremo ad una soluzione».
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