Maroni: serve un’integrazione fra le polizie locali

Il presidente: "Puntiamo ad un miglior controllo del territorio"

roberto maroniNon l’istituzione di un nuovo corpo, ma maggiore integrazione fra le attuali Polizie locali e migliore coordinamento con le altre forze di pubblica sicurezza. Questa l’idea di Polizia regionale che ha in mente il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che, questa mattina, ha partecipato alle celebrazioni per il 145° anniversario della fondazione della Polizia Locale di Como.

GUARDARE AL FUTURO – Dopo aver partecipato alla Santa Messa officiata dal vescovo, mons. Diego Coletti, nella Basilica di San Fedele, il governatore ha preso la parola nel corso del
successivo momento istituzionale, tenutosi presso la Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi. "La cerimonia di oggi – ha detto – è importante per la storia che questo corpo di Polizia locale ha
dietro di sé, ma anche per la prospettiva di come potrà essere in futuro". Prendendo spunto dall’intervento del comandante della Polizia locale lariana Vincenzo Graziani, (che aveva
rivendicato il ruolo di ‘avanguardia’ giocato dalla Regione Lombardia negli anni ’80 nel sollecitare una riforma in materia), Maroni ha convenuto che "anche oggi servono interventi che rendano ancora più efficiente il lavoro della Polizia locale".

SICUREZZA PARTECIPATA – Il numero uno di Palazzo Lombardia ha ricordato che, da ministro dell’Interno, "aveva realizzato una serie di iniziative, per aumentare la qualità della vita delle nostre città, come le leggi sulla sicurezza urbana, che vedevano il coinvolgimento diretto dei sindaci". Queste norme, si è rammaricato, "sono state in parte cancellate e in parte modificate. Un peccato, perché il controllo del territorio è il mezzo più efficace per prevenire certi reati, quali furti,
rapine, scippi. Il potenziamento delle strutture di controllo del territorio, è la strada da seguire. Non l’ho tracciata io, ma venne inventata addirittura dagli antichi romani, che, con Ottaviano Caio, avevano inventato le ‘Cohortes Urbanae’ e la ‘Militia Vigilum’, che non si occupavano delle guerre, ma appunto, di garantire ai cittadini la possibilità di vivere tranquillamente. Anche oggi dobbiamo perseguire lo stesso obiettivo: consentire alla gente onesta di sentirsi sicura a casa propria".

SITUAZIONE NON SODDISFACENTE – Allo stato attuale delle cose, secondo Maroni, "la situazione non è del tutto soddisfacente. Colpa dei vincoli di Bilancio che gravano sui Comuni, nonostante in Lombardia le nostre Amministrazioni abbiano oltre 8 miliardi di euro, che però non possono spendere per colpa del Patto di stabilità". "Ma anche – ha aggiunto – per via di una riforma da troppo tempo rimandata". Secondo il presidente lombardo "serve un salto di qualità, che la Polizia locale merita, per la sua storia gloriosa e per i compiti che ogni giorno svolge sul territorio. Io avevo iniziato un percorso di integrazione delle funzioni e dei compiti fra le varie Forze dell’ordine, che vedeva nel sindaco la figura di coordinamento. Penso che questo sia un modello giusto, che, come Regione Lombardia, voglio riprendere. Vogliamo creare un modello che funzioni, da portare poi all’attenzione delle altre Regioni. Lo abbiamo già fatto per quanto riguarda la formazione degli agenti di Polizia locale, per la quale la Lombardia ha una struttura di eccellenza, dobbiamo farlo anche per integrare l’azione delle Polizie".

NON SOLO DIVIETI DI SOSTA – Nei progetti di Maroni la Polizia locale non deve occuparsi solo dei divieti di sosta o del rispetto del Codice della strada, "ma deve essere chiamata a un
compito ben più alto e importante: il presidio del territorio e l’integrazione massima del sistema di protezione civile nel senso più ampio del termine". Un obiettivo che il presidente vuole raggiungere attraverso "riforma legislativa". "Nella precedente legislatura – ha ricordato – era già stata presentata
una proposta di legge che parlava di Polizia regionale: stiamo studiando come riprendere quell’iniziativa".

NON UN NUOVO CORPO, MA UN MODELLO – "Io – ha ribadito il presidente – non voglio creare un nuovo corpo, non serve farlo. Voglio dare vita a un modello, a un sistema di integrazione di tutte le Polizie locali con lo scopo di coordinare meglio l’azione di governo del territorio". "Sono sicuro – ha concluso Maroni – che la Lombardia, già eccellenza in molti campi, saprà
esserlo anche in questo, dando una prospettiva di sviluppo ai corpi di Polizia locale".

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 20 Gennaio 2014
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