Il contributo scolastico è volontario: chi non lo dice rischia sanzioni

Il sottosegretario all'Istruzione, intervenendo alla Camera, ha ribadito la gratuità del gesto. Anche nella nostra provincia ci sono stati casi di gestione poco chiara del contributo

Il tema del contributo che le famiglie sono chiamate ogni anno a versare alla scuola è stato discusso alla Camera. Grazie a un’interrogazione presentata dal Movimento 5Stelle, il sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi ha ribadito che il contributo è volontario.
La quota richiesta, però, va divisa tra tasse obbligatorie e quota volontaria: ecco la suddivisione

Tasse e contributo secondo il Ministero

Ogni anno al momento dell’iscrizione, le scuole chiedono agli studenti di sostenere parte dei costi di gestione dei laboratori o per migliorare la didattica a causa della penuria di finanziamenti. Il contributo che lo Stato versa alle singole istituzioni scolastiche per le spese di gestione si è ridotto del 40%. Il punto, però, non sta nella necessità che le scuole hanno di quei soldi per svolgere i propri compiti ma sulle modalità: « Ci sono state anche nella nostra provincia dei casi di forzatura – commenta il dirigente dell’Ufficio scolastico Claudio Merletti – Noi ribadiamo la volontarietà e chiunque non si attiene a questa indicazione rischia di doverne rispondere anche a livello disciplinare. Nessuno può imporre il pagamento e, tantomeno, prevedere di limitare i servizi agli studenti che non lo abbiamo pagato. Altro punto, invece, è il valore di questo contributo spesso essenziale».
 
Era stato, giusto un anno fa, un servizio del programma televisione “Le Iene” a sollevare il problema della natura del contributo: molti, ignari, si indignarono davanti a quello che sembrava essere un tentativo di raggirare le famiglie. In alcune scuole, come all’Isis Stein di Gavirate, il Consiglio di Istituto decise di mettere nero su bianco la natura volontaristica sulla lettera inviata a casa: « Io non ritengo corretto porre la questione su un livello ideologico: le scuole hanno bisogno di quei contributi per questo devono spiegare e motivare per ottenere una condivisione di obiettivi» conclude Merletti. 
 
Ribadita la natura volontaristica del contributo scolastico ( che varia di scuola in scuola dai 100 ai 190 euro a seconda della quantità di laboratori presenti) resta il problema dei finanziamenti ridotti alle scuole: numerosi dirigenti scolastici hanno scritto al Miur chiedendo soluzioni.Il grido di allarme delle istituzioni scolastiche, però, non è stato toccato durante la seduta della Camera, nonostante la specifica richiesta del Movimento 5Stelle. L’on. Vacca (M5S): «Il sottosegretario Reggi ha omesso il nodo centrale, quello dei tagli alla scuola che hanno ridotto il comparto in ginocchio, dando luogo anche agli abusi».   

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Marzo 2014
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