La piazza: “Il luogo più bello e più spaventoso che c’è”

Philippe Daverio, in una lezione magistrale per Filosofarti, ha tracciato l’evoluzione storica della piazza “luogo sia di pulsione che di dibattiti” senza tralasciare alcuni importanti temi della politica di oggi

E’ stata una lunga e intensa "lezione" quella che Philippe Daverio ha tenuto davanti ad un Teatro delle Arti che ha segnato il tutto esaurito per uno dei più attesi eventi nel calendario della decima edizione di Filosofarti. Il celebre critico d’arte ha passato in rassegna l’evoluzione storica della piazza senza tralasciare alcuni temi delle attuali vicende politiche.
Secondo Daverio «la piazza può essere il luogo più bello ma anche il più spaventoso» perchè è in questo luogo che «si vede l’energia, che si comunica in modo trasversale e interclassista senza tenere conto del Palazzo». Ma i caratteri salienti della piazza «e cioè aggregazione, dibattito e rivoluzione» si caratterizzano però come una lama a doppio taglio: «la piazza è anche il luogo delle pulsioni e della pancia del popolo -continua Daverio- e per questo chi riesce a trascinarla può averla in pugno». Una considerazione che porta il celebre critico ad affermare che «la democrazia diretta mi fa venire la pelle d’oca» perchè «fa perdere l’importanza del dibattito facendo riemergere solo le pulsioni».
Ma nonostante questi rischi per Philippe Daverio «la piazza rimane un elemento fondamentale per tutte le società» e anche se le città moderne «hanno perso di vista l’importanza di questo luogo» in futuro «la necessità di incontrarsi e di avere momenti di fisicità non verrà mai meno e, anzi, sarà sempre più pressante». 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 10 Marzo 2014
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