Più infermieri, medici e letti: cambia il pronto soccorso
Nel gennaio scorso, la Regione aveva dato tempo all'azienda ospedaliera fino al primo maggio per risolvere il problema della barellaia. Messe in campo innovazioni e risorse
Quindici infemieri neo assunti a cui se ne aggiungono altri dieci "recuperati" in altre corsie. Tre nuovi medici e 22 posti letto in più.
L’ospedale di Varese si prepara alla scadenza indicata dalla Regione per risolvere il problema della barellaia in pronto soccorso: « I nuovi infermieri sono in servizio da due settimane – spiega il direttore generale Callisto Bravi – sono stati formati per i compiti a loro affidati. Abbiamo chiuso l’ambulatorio del pronto soccorso che effettuava le visite di controllo e abbiamo così recuperato nuovo personale. Abbiamo già attivato 8 posti letto in più in ortopedia che saranno destinati soprattutto a pazienti geriatrici mentre è stata allestita anche la "admission room", dodici posti letto collocati al terzo piano, vicino alla Chirurgia 1 dove verranno accolti i pazienti in attesa di un posto letto nel reparto individuato dai medici del PS».
La visita dell’assessore Mantovani
La ricetta della Regione Lombardia
A tenere a battesimo le novità sarà un periodo abbastanza delicato: con la festa del primo maggio c’è il rischio che il territorio non offra adeguata risposta con i medici di medicina generale: una replica, seppur inferiore, a quella dello scorso week end che ha indotto molti pazienti a trovare nel PS varesino l’unica risposta medica a un bisogno. Nonostante la ricetta per la cura dell’ospedale di Varese coinvolga anche il territorio, ancora non sono arrivate decisioni o azioni in tal senso ( ad eccezione dell’annuncio da parte della Regione dell’apertura all’ospedale di Somma di un poliambulatorio destinato ai pazienti che hanno bisogno di cure e assistenza continua) : l’azienda ospedaliera varesina ha anche sollecitato l’Asl a monitorare l’attività delle strutture per subacuti che nei week end rallentano le dimissioni frenando, di fatto, lo spostamento dei pazienti ospedalieri.
« Il piano che abbiamo preparato – chiarisce Bravi – è stato organizzato in modo da assicurare continuità anche nei mesi estivi. Non si ripeterà, dunque, una chiusura come quella dello scorso anno: il reparto di medicina non subirà riduzione di attività».
L’azienda si presenta alla scadenza con un piano adeguato: « Certo, non si pensi che le barelle scompaiano del tutto. Si trovano in ogni ospedale e sono funzionali a cure o indagini mediche. Quella che non ci sarà più sarà la barellaia notturna».
In questi mesi, si testerà il modello della "admission room" affidato al professor Ageno ( nella foto a sinistra) che farà da collegamento tra il pronto soccorso e i reparti ospedalieri garantendo condizioni di cura e accoglienza adeguate. Una volta stabilite funzioni e protocolli di intervento ( dato che si tratta di un modello organizzativo nuovo) si passerà alla seconda fase del progetto con la chiusura del reparto del pronto soccorso e lo spostamento della neurologia. Non prima dell’autunno prossimo.
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