Sigilli alla fonderia Bossi: “Grave mancanza di sicurezza”

Ispettorato e Asl sono entrati questa mattina (giovedì) nell'azienda e hanno disposto la sospensione della produzione dopo il grave incidente occorso ad un lavoratore lo scorso 27 marzo

 
Alle 3 del mattino del 27 marzo scorso le ambulanze accorrono in via Danimarca ed entrano nei cancelli della fonderia Giulio Bossi; c’è un operaio ustionato grave che viene soccorso sul posto e, dopo un primo ricovero a Gallarate, viene immediatamente portato al centro grandi ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano (dove si trova tuttora e dove è stato sottoposto a diversi interventi chiurgici).  L’uomo, un cittadino turco 30enne, è stato investito da una colata di materiale fuso. È dipendente di una cooperativa di lavoro esterna. Oggi (giovedì), a quasi tre settimane di distanza da quell’incidente, i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e l’Asl hanno apposto i sigilli al capannone per quelle che sono state definite «gravi violazioni alla normativa antincendio, di igiene e di sicurezza sui luoghi di lavoro».Il sequestro è stato disposto dal sostituto procuratore bustocco Nicola Rossato in seguito alle indagini predisposte dall’aliquota ambientale della Polizia Giudiziaria.

Gli stessi Vigili del Fuoco, subito dopo i fatti di quella notte, hanno appurato le gravi violazioni alla normativa a partire dalla mancanza del certificato antincendio degli impianti e di quello per la rilevazione del gas oltre alla mancanza di un’autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Sempre i pompieri hanno anche evidenziato che le vie d’uscita d’emergenza erano ostruite da materiali o chiuse a chiave. Inoltre è stato evidenziato dalla Procura che i macchinari pe le lavorazioni erano privi di sistemi di sicurezza, non è stata garantita la formazione del personale utilizzato e il macchinario sul quale è avvenuto l’incidente era privo di collaudo.

L’azienda – secondo la Procura – non solo non era in regola prima dell’incidente ma anche dopo il grave fatto non ha messo in atto alcuna soluzione ai problemi evidenziati e ha continuato a produrre con tutti i rischi annessi che si erano palesati già col ferimento dell’operaio. Il sequestro preventivo dovrà ora essere valutato dal giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere se confermare o meno la  misura nei confronti dell’azienda. 

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Pubblicato il 17 Aprile 2014
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