Bettinelli pensa positivo: “Sulla strada giusta”
Mentre il tecnico biancorosso applaude i suoi, presidente e allenatore del Novara sono furibondi con l'arbitro. "Rigore netto, ci hanno rotto con queste cose"
Come avvenne per il suo mentore Sannino, il cammino di Stefano Bettinelli (foto Wephoto) alla guida del Varese arriva con un pareggio da brividi con una piemontese (allora era l’Alessandria) che regala qualche speranza per il futuro. «La nostra intenzione – confida il tecnico – era di venire qui a Novara per vincere e non per pareggiare: nel primo tempo abbiamo fatto davvero di tutto per sbloccare il risultato creando anche diverse occasioni. Nella ripresa non siamo forse partiti benissimo, poi abbiamo provato a raddrizzarci ma l’espulsione di Cristiano ha cambiato la partita. A quel punto, vorrei sottolineare, non siamo arretrati noi ma piuttosto è salito il Novara che ha avuto il merito di schiacciarci in area. Però credo che ci siamo difesi con ordine tanto che la grande occasione è arrivata su palla inattiva e cioé sulla punizione di Lepiller».
Bettinelli quindi evita di parlare sia di arbitri, sia di singoli: «Non commento mai l’operato del direttore di gara e credo che su quel contatto abbia pensato che non ci fosse fallo. Se le immagini dicono il contrario mi dispiace per il Novara, ma la stessa cosa è accaduta in occasione del primo cartellino a Cristiano. Tutti fanno errori, anche noi: può succedere anche agli arbitri. Per quanto riguarda i miei giocatori non parlo dei singoli: si vince e si perde tutti insieme e credo che oggi i ragazzi abbiano disputato una prova straordinaria. Sono stati fantastici e anche corretti: non hanno mai provato a perdere tempo, nemmeno in inferiorità numerica: Rea è stato fischiato per questo, ma nell’occasione era a terra con i crampi».
Ora il Siena all’orizzonte: «Abbiamo giocato una buona partita e, pur commettendo alcuni errori, credo che siamo sulla strada giusta per fare un grande risultato venerdì».
Una finale «sperando che sia l’unica» chiosa il direttore sportivo Lele Ambrosetti poco lontano.
Poco prima il presidente novarese De Salvo aveva sfogato la sua rabbia per il rigore su Lambrughi con un rosario di parolcce. «Mi hanno rotto (…), questo era un rigore clamoroso che non è stato dato forse perché loro sono stati penalizzati in altre partite. Queste robe qui sono ridicole, ne abbiamo viste di tutti i colori: se vogliono che De Salvo esca da sto (…) di calcio mi mandino un fax, me lo dicano. Mi spiace: il primo tempo è stato difficile, poi il Novara ha dominato la partita prima e dopo la superiorità numerica. Gli episodi cambiano le partite e ancora un volta quest’anno va così». Seguono elenchi di torti arbitrali in parte ripresi anche dal suo allenatore, Alfredo Aglietti. «I campionati si decidono con gli episodi: il rigore su Lambrughi è clamoroso così come fischi clamorosi sono arrivati anche in altre occasioni (Cesena, Modena, Palermo). Abbiamo un po’ faticato nella prima parte di gara mentre nel secondo tempo avevamo un piglio diverso, ci si è messa pure la sfortuna e forse è mancato un pizzico di cattiveria. Ma una situazione solare come quella del rigore lascia rammaricati. Forse l’arbitro, che poco prima aveva espulso Cristiano, non se l’è sentita, però era in posizione perfetta per fischiare».
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