I mondiali del 1950 li vinsero 3 svizzeri

Nella nazionale dell'Uruguay che batté il Brasile giocavano tre giocatori figli di ticinesi. Uno, Ghiggia, fece il gol decisivo. Il portiere Maspoli era di Caslano e il paese gli dedicherà il campo sportivo

I mondiali del 1950 in Brasile, oggi tornati di grande attualità, furono vinti dall’Uruguay, dopo una drammatica ultima partita con i verdeoro vinta per 2 a 1. L’Uruguay era composto da pattuglie di immigrati e figli di immigrati, provenienti dall’Europa: tre in particolare erano del Canton Ticino, a pochi passi da Varese.

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I 3 svizzeri dell'Uruguay 1950 4 di 10
Uno di loro, Rocco Gastone Maspoli, classe 1926, divenuto poi “Roque Gaston” per i sudamericani, era di Caslano, un piccolo comune vicino a Ponte Tresa. I genitori partirono all’inizio del secolo per il nuovo mondo, alla ricerca di un lavoro e di un futuro. Erano i tempi in cui la Svizzera Italiana era terra di contadini poveri e di ribelli scappati dall’Italia, e il genovese Gilberto Govi scriveva “Addio Lugano Bella, cacciati senza colpa, gli anarchici van via”.

Rocco Maspoli fu il portiere della “Celeste” uruguaiana durante quello che è passato alla storia come il “Maracanazo”, cioè la disfatta brasiliana del 16 luglio 1950, la tragedia di un popolo intero per i carioca, ma “el miragro”, il miracolo, per un altro piccolo popolo sudamericano.

Il video di quella partita: Brasile Uruguay 1 a 2, 16 luglio 1950  

L’Uruguay già allora era popolato per un terzo da italiani scappati da una terra agra, e da svizzeri italiani. Di Maspoli ad esempio, si sono ricordati il sindaco di Caslano Emilio Taiana, il giornalista Piergiorgio Baroni e il presidente della squadra locale, l’associazione calcio Alto Malcantone: «Maspoli era di Caslano – osserva il presidente Roberto Monti – anzi era il caslanese più famoso nel mondo, e per questo il 20 settembre gli dedicheremo il campo sportivo. Rimarrà per sempre nella memoria del nostro paese». Non sarà il Maracanà, ma è pur sempre un bel gesto.
La scheda di Maspoli su wikipedia
Il portiere giocò per molti anni nel Penarol, poi divenne allenatore. Maspoli, inoltre, pronunciò una delle frasi più belle e umane su quella vittoria sportiva uruguaiana che paradossalmente provocò tanti suicidi in Brasile: «Se avessi saputo che avremmo provocato un dolore così forte a tanta gente, forse avrei preferito non vincere». Fu anche molto fortunato nella vita e, per due volte, vinse un ricco premio della lotteria uruguaiana.

Alcides Ghiggia, nato a Montevideo nel 1926, era invece figlio di emigranti svizzeri di Sonvico. Era un’ala destra dal dribbling fulminante. Fu lui a propiziare il pareggio di Schiaffino col Brasile e a realizzare poi il goal della vittoria che valse agli uruguaiani il secondo titolo mondiale. Giocò anche in Italia e fu persino capitano della Roma. Oggi è l’unico reduce vivente fra i 22 in campo in occasione del cosiddetto Maracanazo.
La scheda di Ghiggia su wikipedia
«Ghiggia mantenne un legamo con questo territorio – racconta Roberto Monti – e quando ci furono i campionati del mondo in Svizzera nel 1954, mi risulta che riuscì a passare da Sonvico dove fu accolto come un trionfatore. Maspoli invece non riuscì a venire a Caslano, ma avrebbe tanto voluto, così mi risulta»
Il gol di Alcides Ghiggia che ammutolì il Brasile

Schubert Gambetta era infine il difensore centrale della nazionale uruguaiana. E’ il meno noto e trascorse la maggior parte della sua carriera al Nacional di Montevideo, con cui vinse 10 campionati uruguaiani. Era del 1920 e aveva 30 anni quando vinse il campionato del mondo. Le sue origini Ticinesi sono segnalate dalla radio elvetica.

La scheda di Gambetta su wikipedia

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Pubblicato il 25 giugno 2014
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