Maroni detta l’agenda della riforma sanitaria
Un libro bianco sul sistema socio-sanitario lombardo sarà pronto entro la fine di giugno. Tra i principi ispiratori rimane la libertà di scelta del paziente
Un ‘Libro Bianco’ per definire lo sviluppo del sistema socio-sanitario lombardo. Lo ha annunciato, in Consiglio regionale, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Il testo sarà pronto entro fine giugno e quindi verrà presentato alle parti sociali, per poi costituire, entro la fine di luglio, la base di una o più Proposte di legge da presentare all’esame dell’Assemblea. L’obiettivo auspicato è di "arrivare all’approvazione della riforma entro la fine dell’anno".
«Il nostro – ha sottolineato il governatore Maroni – è un sistema di eccellenza, nella qualità della spesa e nell’erogazione dei servizi. Tengo a sottolineare questi aspetti, per tutelare la professionalità, l’onorabilità e la competenza, dei tanti che lavorano nel nostro sistema socio-sanitario».
Aprendo l’ampio capitolo della riforma del sistema socio-sanitario lombardo, Maroni ha anticipato che sarebbe meglio parlare di ‘sviluppo’ del sistema, perché il termine ‘riforma’ "presuppone qualcosa che non funziona": «Il nostro invece – ha ribadito – è un sistema di eccellenza, che però va adeguato alle nuove necessità. Per fare questo, non oggi o ieri, ma il 16 luglio 2013, abbiamo chiesto al professor Veronesi di costituire una Commissione di ‘saggi’, che il mese scorso ci ha consegnato il suo lavoro. Un risultato eccellente, che abbiamo messo alla base del lavoro congiunto dei due Assessorati competenti, quello della Salute e quello della Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato. Ora stiamo definendo nei dettagli il ‘Libro Bianco sul sistema socio-sanitario lombardo’, che sarà pronto entro la fine di giugno».
Maroni quindi ha voluto spiegare quali sono stati i "principi ispiratori" del documento. «Il primo – ha detto – è il principio di libera scelta da parte dei cittadini, che possono decidere consapevolmente dove farsi curare e assistere. Il secondo principio è invece una modifica del sistema, cioè passare dalla ‘cura’ al ‘prendersi cura’, del malato. Dobbiamo procedere a una maggiore e migliore integrazione sul territorio degli ospedali con i servizi alla persona».
La modifica delle leggi regionali che organizzano il sistema socio-sanitario, ha poi informato Maroni, avverrà sulla base di sei linee guida: «Completamento e piena definizione di un modello a rete, per l’assistenza sanitaria, socio-sanitaria e sociale, ospedaliera e territoriale’; ‘Valutazione multi-dimensionale del bisogno delle persone fragili’; ‘Definizione di un assetto organizzativo in grado di consolidare l’asse di cura dall’ospedale al territorio e conseguente creazione di un polo territoriale caratterizzato da prossimità, presa in carico e continuità delle cure’; ‘Separazione delle funzioni di erogazione delle prestazioni socio-sanitarie, programmazione sanitaria e socio-sanitaria e controllo sulle strutture sanitarie’; ‘Riforma del sistema degli approvvigionamenti con la creazione di una stazione unica appaltante’; ‘Nuovo sistema delle nomine». Su quest’ultimo capitolo il governatore ha richiamato «il dovere di prendere decisioni che spetta a chi è stato eletto nelle Istituzioni -specificando che – le nuove nomine avverranno sulla base di requisiti di alta professionalità, perché chi viene a lavorare nel sistema socio-sanitario lombardo, deve avere requisiti di eccellenza, che saranno giudicati e valutati da una Commissione di esterni, che farà anche una valutazione sulle capacità, in base alla quale noi sceglieremo».
Il governatore infine ha fatto sapere qual è il cronoprogramma della riforma: «Entro fine giugno – ha spiegato -ultimeremo la definizione del ‘Libro Bianco’, che porteremo alla valutazione delle parti sociali. Entro fine luglio, prima della chiusura estiva del Consiglio, vogliamo tradurre quanto contiene il ‘Libro Bianco’ in una o più Proposte di legge da presentare in Consiglio. Mi piace pensare che l’Assemblea possa approvare definitivamente la riforma del sistema socio-sanitario lombardo entro fine anno». «Mi piacerebbe – ha concluso Maroni – che questa grande riforma venga condivisa da tutto il Consiglio regionale, come già avvenuto con la Legge Melazzini sul sostegno alle imprese».
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