Trovata l’intesa tra Alitalia ed Ethiad

In una nota diramata dalle due compagnie aeree, la conferma dell'accordo. Resta il nodo sui 2.251 esuberi, mentre da Bruxelles l'Ue fa sapere che Alitalia deve rimanere europea

Alitalia ed Etihad Airways hanno trovato un accordo sui termini e sulle condizioni dell’operazione con cui la compagnia degli Emirati Arabi acquisterà una partecipazione azionaria del 49% in Alitalia. Nella nota diramata dalla due compagnie si legge che già dai possimi giorni si “procederà alla finalizzazione della documentazione contrattuale che includerà le condizioni concordate”. 
L’accordo prevederebbe, secondo quanto è emerso negli ultimi mesi, la creazione di una nuova azienda, posseduta al 51 per cento da Alitalia – Cai (Compagnia aerea italiana) e per il restante 49 per cento da Etihad, con la nascita di una bad company, che si assumerebbe l’onere degli esuberi e del debito.

L’intesa è stata possibile anche grazie all’accordo raggiunto tra le banche creditrici di Alitalia.
La ristrutturazione del debito della nostra compagnia di bandiera prevederebbe la rinegoziazione di 565 milioni di debito, con la cancellazione di un terzo e la conversione in azioni dei restanti due terzi. Una posizione condivisa da Unicredit, Mps e Popolare di Sondrio. Oltre al nodo del debito, Ethiad sembra essere riuscita ad ottenere ciò che voleva anche sul fronte delle infrastrutture, In particolare sul superamento del decreto Bersani che limita gli slot per Linate,  sullo stop ai vantaggi competitivi per le low cost e sulla garanzia di migliori collegamenti ferroviari con l’aeroporto di Fiumicino.

Sul perfezionamento dell’operazione si aspetta ora l’approvazione delle competenti autorità Antitrust, mentre dalla Commissione europea sui Trasporti fanno sapere che Alitalia deve rimanere in mani europee, così come previsto dalle regole dell’Unione. 
«Su Alitalia-Etihad ieri sera c’è stato un importante incontro con le banche e con i principali azionisti, in un clima positivo e nel quale si sono fatti passi avanti decisivi». Ha commentato il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. «E’ sempre più chiaro che questo matrimonio s’ha da fare, perché è ormai evidente a tutti che si tratta di un forte investimento industriale con concrete prospettive di sviluppo per la nostra compagnia».
Un investimento da 1,25 miliardi di euro nei prossimi quattro anni ma che verrà mantenuto dall’azienda di Abu Dhabi solo a determinate condizioni. Tra queste il piano per la riduzione del personale, che prevede 2.251 esuberi tra i lavoratori di Alitalia, di cui 1682 tra il personale di terra. Un aspetto che, ha precisato ancora Lupi, sarà risolta entro la fine di luglio. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Giugno 2014
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