Legambiente: “Ceresio inquinato, ecco dove”

Presentati i risultati del monitoraggio della Goletta dei Laghi: "Cinque su sei i punti con valori oltre i limiti rilevati dai nostri tecnici"

goletta laghi 2014Peggiora la qualità delle acque sul Ceresio, almeno secondo i dati rilevati oggi dalle analisi della Goletta dei Laghi, l’oramai tradizionale appuntamento estivo con l’analisi delle nostre acque offerto ogni anno dall’associazione ambientalista Legambiente.
"Non c’è limite al peggio – si legge nella nota inviata alla stampa – . Se le analisi dell’anno scorso avevano rilevato quattro punti  fortemente inquinati su sei, quest’anno il dato è perfino peggiore: sono cinque i campioni molto oltre i limiti di legge sui sei prelievi effettuati nel Ceresio".
E’ questo il risultato del monitoraggio svolto dai tecnici della Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna nazionale d’informazione scientifica sullo stato di salute dei bacini lacustri realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e di Novamont.
"Sono risultati fortemente inquinati le foci dei torrenti Bolletta, Brivio e Vallone a Porto Ceresio, la foce del fiume Telo a Claino con Osteno e lo scarico sul lungolago in Via Ungheria a Lavena Ponte Tresa – si legge nel copmunicato di Legambiente . Entro i limiti solo il punto campionato a Porto Ceresio presso piazza".
I tecnici della campagna eseguono il controllo dello stato di qualità delle acque con particolare attenzione al rischio di inquinamento causato dalla mancanza o inadeguatezza del servizio di depurazione e per questo tengono sotto controllo le foci di fiumi e torrenti che si riversano nel lago, oltre gli scarichi.
“Il monitoraggio annuale non fa purtroppo che sottolineare l’inerzia e l’immobilità in cui affondano i problemi relativi alla parte italiana del Ceresio – commenta Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi -. Persiste soprattutto nel Varesotto lo scandalo irrisolto degli scarichi diretti, della tracimazione degli sfioratori, dell’inquinamento dei corsi d‘acqua afferenti al bacino di Porto Ceresio. Il potenziamento del depuratore di valle compare fra i piani d’intervento dell’ATO. Ci piacerebbe adesso capire entro quale data questo investimento necessario vedrà la luce”.
Le questioni aperte del territorio attorno al Ceresio sono infatti ormai note, come testimonia il fatto che dal 2009 il monitoraggio di Goletta ha “fotografato” sempre fuori dai parametri di legge sia lo scarico presso il lungolago in via Ungheria a Ponte Tresa che la foce del rio Bolletta a Porto Ceresio.
E rispetto all’anno scorso le analisi confermano tutti i punti trovati allora fortemente inquinati, con l’aggiunta pure del campione di Claino con Osteno, nel 2013 entro i limiti di legge.
L’inadeguatezza del sistema depurativo, lo sdoppiamento solo parziale delle reti fognarie e le perdite di acqua nei centri storici evidenziano la grave emergenza infrastrutturale della Valceresio – sottolinea Milena Nasi Benetti del circolo Legambiente della Valceresio -. Un tema che riguarda molti degli aspetti della gestione del territorio, a partire dalla mobilità, sempre più insostenibile. Prova ne è l’annosa vicenda dell’Arcisate-Stabio, ancora ferma nonostante i ripetuti annunci. Mentre si invocano da ogni parte le sinergie per razionalizzare e indirizzare le risorse verso la risoluzione delle storiche criticità per uno sviluppo sostenibile, gli unici interventi che avanzano sono quelli che consumano ancora suolo”.

Il monitoraggio scientifico  I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che anticipa di qualche giorno l’equipaggio   impegnato nella comunicazione. Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in   situ con l’ausilio di strumentazione da campo mentre i campioni per le analisi microbiologiche   sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell'analisi, che   avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo. Come da normativa “il punto   di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più   elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione. I parametri presi in   considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto   Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116.   Legenda:  INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli   maggiore di 1000 UFC/100ml  FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o   Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml

Il monitoraggio scientifico
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che anticipa di qualche giorno l’equipaggio impegnato nella comunicazione. Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo mentre i campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo. Come da normativa “il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione. I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto
Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116.

Legenda:
INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli
maggiore di 1000 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o
Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml



di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 luglio 2014
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