Antonelli è sicuro: “Faremo una Pro Patria competitiva”
Il direttore tecnico tigrotto spiega la situazione in via Ca' Bianca: "Non guardiamo i risultati di Coppa. Stiamo testando i giocatori per valutare chi è all'altezza"
La Pro Patria è un cantiere aperto, questo è evidente e la sconfitta di Coppa Italia contro la Giana Erminio ha evidenziato il ritardo di preparazione della squadra di mister Oliveira. Chi si è subito trovato a suo agio nel nuovo ruolo è stato il direttore tecnico Filippo Antonelli, che sta lavorando tantissimo per cercare di completare la rosa e presentare una Pro che possa essere competitiva in campionato.
Antonelli, iniziamo da domenica. Come giudica a mente fredda della gara di Coppa Italia?
In questo momento dobbiamo evitare di guardare il risultato sul campo. Prendiamo queste partite di Coppa come un test importante per i nostri giocatori e anche per questo li stiamo provando un po’ tutti per capire chi può essere all’altezza della situazione e chi no. Anche contro il Lumezzane venerdì sera valuteremo chi potrà essere importante per noi in questa stagione.
Giunti a questo punto della preparazione, secondo lei cosa manca alla Pro Patria?
Direi che ora come ora ci mancano almeno cinque giocatori da integrare in rosa che potrebbero essere dei potenziali titolari. Ci stiamo muovendo a 360 gradi guardandoci intorno cercando dei calciatori che possono essere utili alla nostra causa. Non importa che siano giovani o esperti, l’importante è che facciano al caso nostro.
La Pro esordirà in campionato con due gare di sabato e una di mercoledì. Lei cosa pensa del campionato “spezzatino”?
Per me è un bene perché così ho la possibilità di vedere più partite e seguire dunque più squadre. Capisco però che questo può essere un problema per i tifosi, che avranno difficoltà nell’organizzare le trasferte. Questo sarebbe un passo importante se avessimo le strutture adeguate per ospitare non solo una partita di calcio, ma per ora non siamo pronti. È un discorso lontano anni luce dalla nostra realtà.
Come si sta trovando in questo nuovo ruolo da direttore tecnico?
Bene perché mi piace, ma ci sono tante difficoltà in questo mestiere che sto imparando giorno per giorno. In realtà per ora lavoro in tutti i campi, quindi mi sento più un direttore generale che tecnico. Non mi sono affatto pentito della scelta fatta, mi diverto a svolgere questo mestiere e stiamo lavorando tantissimo per mettere tutte le tessere al proprio posto.
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