Stamina, 5 Stelle: “La Regione sta a guardare”

Il Movimento 5 Stelle chiede che le famiglie possano affidarsi al metodo promosso da Davide Vannoni, molto contestato da più parti: sotto accusa le conclusioni della commissione di indagine regionale

Si torna a parlare del "metodo Stamina", le infusioni ideate dal professore di scienze della comunicazione Davide Vannoni, al centro per mesi di una battaglia tra i sostenitori e chi contesta ogni validità scientifica del "metodo", in mancanza anche di basilari informazioni (cosa sia esattamente il metodo). Una parte della vicenda si gioca in Lombardia: è qui infatti che – attraverso la Regione – Vannoni ha potuto avviare una sperimentazione presso gli Spedali Riuniti di Brescia, sostenuta con forza ancora a fine 2013 anche con atti ufficiali. E oggi a chiedere nuovamente il coinvolgimento degli enti pubblici nelle cure è oggi il Movimento 5 Stelle Lombardia.

All’ospedale di Brescia sono riprese le infusioni con il "metodo Stamina" su una bambina di Venezia e martedì inizieranno quelle su un’altra bambina di Chieti. «Chi ha il potere di decidere in Regione Lombardia sta a guardare, insieme al ministro Lorenzin, senza dimostrare un reale interesse verso i malati e le loro famiglie», dice la portavoce M5S Paola Macchi che in Commissione Sanità ha preso parte al gruppo di lavoro che presenterà le conclusioni dell’indagine conoscitiva sul metodo Stamina.. «Come Movimento 5 Stelle in Commissione Sanità – prosegue Macchi – ci siamo fatti portavoce della proposta dei genitori di Noemi per avere un controllo di un medico super partes, prima, durante e dopo le infusioni sulla bimba, in modo da verificare in diretta i reali effetti, positivi o no, delle cure compassionevoli.  La proposta non è stata presa in considerazione, mentre si sarebbe potuto dimostrare a malati e famiglie disperate che Regione Lombardia è al loro fianco in questa vicenda, al di là di interessi politici o lobbistici».

Il Movimento 5 Stelle porta all’attenzione, ancora una volta, la posizione del direttore vicario alla Sanità di Regione Lombardia, dottor Merlino, che fu uno dei primi due infusi con il metodo Stamina e a cui secondo diverse ricostruzioni si deve la prima sperimentazione aperta a Brescia. Paola Macchi ricorda che Merlino «dichiarò alla trasmissione Le Iene del 5 maggio 2013 di aver avuto grandi benefici dalle infusioni, auspicando anche che si proseguisse con la messa a punto dei protocolli». «Nessuna smentita arrivò allora dall’attuale giunta che ora si atteggia a Ponzio Pilato: illudere persone senza speranza per poi abbandonarle al loro destino». La critica del M5S è anche verso «le conclusioni di Pd e Patto Civico»: la controrelazione dell’opposizione ritiene troppo reticente quella presentata dalla maggioranza (Lega Nord, Forza Italia, Nuovo Centro Destra), in particolare sulle modalità con cui il "metodo Stamina" è stato inserito nelle sperimentazioni agli Spedali di Brescia. Per il centrosinistra serve un controllo più attento, ma il Movimento 5 Stelle è su un’altra linea: «parlano del futuro ma il dramma di questi malati e delle loro famiglie è qui e ora e noi non possiamo girarci dall’altra parte» conclude Macchi.

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Pubblicato il 24 Agosto 2014
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