“Non cancellate il murales della scuola Bassetti”

Pd, Insieme per Sesto e Anpi si schierano in difesa del disegno realizzato in occasione del cinquantesimo della Liberazione e accusano l'amminsitrazione di volerlo eliminare

Circolo Pd di Sesto Calende, Insieme per Sesto e l’Anpi hanno diffuso un appello per proteggere il murales realizzato per il cinquantesimo della Liberazione e che si trova nel cortile esterno della scuola media. L’accusa dei rappresentanti delle tre realtà cittadine è rivolta all’amministrazione che, nel corso di un intervento di manutenzione, sarebbe orientata a ricoprire il disegno. 

L’opera fu realizzata dai ragazzi dell’istituto nel 1995 e per l’Anpi sestese riveste una grande importanza. Per questo l’associazione dei partigiani ha dato appuntamento «a tutti i cittadini sensibili ai valori della Resistenza, venerdì mattina alle 9 alla scuola media Bassetti di via Abbazia 2».  

A difesa del murales si schiera anche Ugo Mazzoccato, capogruppo consiliare di Insieme per Sesto: «Pensare che il sindaco Colombo e la sua Giunta erano partiti bene, in campagna elettorale, promettendo una scuola “Bassetti” tutta nuova effettuando, nel frattempo, un parziale ripristino di quella attuale per renderla più agibile, agevole e sicura: tapparelle da rifare, ambienti inutilizzati da mettere in sicurezza e renderli fruibili, eccetera. Un sogno per tutti i sestesi, personale docente e studenti. Pare che, invece, le cose siano diverse, stando alla delibera n° 160 del 08/09/2014 (resa pubblica solo il giorno 11 settembre), con cui l’Amministrazione senza consultare nessuno, dal Consiglio d’Istituto all’Opposizione di centrosinistra, dal Collegio dei Docenti alle famiglie, ha deciso "di procedere prima a una risistemazione della scala della Scuola Secondaria di Primo Livello “Luigi Bassetti” in oggetto predisponendo una tinteggiatura neutra uguale all’edificio retrostante nonché alla sistemazione della battuta dei gradini, previo ottenimento di eventuali titoli abilitativi edilizi"».
«In pratica – prosegue Mazzoccato – si tratterebbe di una semplice tinteggiatura delle parti esterne al fine di renderle neutre e omogenee. Peccato che per fare questo bel lavoro di maquillage si debba intervenire, cancellandolo, sul murales dedicato alla Resistenza nel 50esimo anniversario della Liberazione, realizzato dagli stessi studenti della scuola nel 1995 con il parere UNANIME di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio Comunale dell’epoca. Un murales ad alto valore didattico e artistico, scegliendo consapevolmente la sua posizione. Con questa delibera miope che, tra l’altro, sottrae soldi alla sistemazione di aule e infissi, ben più importanti della tinta esterna, si vuole togliere una testimonianza di civiltà che ricorda a noi tutti un periodo di 70 anni di pace e libertà garantiti da quella Liberazione: non è poca cosa da ricordare e condividere, la libertà fu introdotta per chiunque, fascisti sconfitti compresi. 
Ora e sempre resistenza, sta scritto su quel murales apolitico, senza alcun fregio partitico; la medesima frase con cui Piero Calamandrei concluse la celebre epigrafe ( “Lo avrai, camerata Kesselring…”) che scrisse nel 1952 all’ex comandante delle forze tedesche in Italia, quando questi – dopo essere scampato alla condanna morte per gli eccidi di cui fu responsabile, tra cui Fosse Ardeatine, Strage di Marzabotto, eccidio di Borgo Ticino e altri – ritenne che gli italiani gli avrebbero dovuto addirittura erigere un monumento. Bene, quella stessa frase, quella stessa epigrafe, si trovano da decenni incise su una lapide incastonata nel muro interno del Palazzo Comunale di Sesto Calende. Che qualcuno non l’abbia mai letta? E non è che, magari, tra un po’, vorranno togliere anche quella?»

«Come democratici – scrive Roberto Caielli, segretario del circolo del Pd di Sesto Calende – non possiamo non giudicare in tutta la sua gravità un atto che viene assunto con finta procedura tecnico-burocratica, senza alcuna informazione nè consultazione, e che viene realizzato in tutta fretta nonostante in spregio gli appelli dell’ANPI, degli insegnanti e dei consiglieri di minoranza. Sarebbe triste ricordare i precedenti atti di questi amministratori che denotano scarso rispetto per la memoria antifascista che è così cara a tanta parte dei sestesi. Ci auguriamo tuttavia che con un atto di estrema responsabilità la Giunta ripensi la propria scelta che suonerebbe come una ferita alla sensibilità di molti cittadini».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Settembre 2014
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