Da casa della mafia ad appartamento per giovani in recupero

Si chiamerà Casa Caracol, vuol dire casa Conchiglia, era un edificio confiscato alla mafia e da oggi è una struttura che accoglie ragazzi tra i 18 e i 21 anni che escono da comunità di recupero

Si chiamerà Casa Caracol, vuol dire casa Conchiglia, era un edificio confiscato alla mafia e da oggi è una struttura che accoglie giovani che escono da comunità di recupero. (nella foto: il comune di Venegono Superiore)
L’inaugurazione della struttura, risistemata grazie al sostegno della Fondazione Cariplo, è avvenuto giovedì mattina a Venegono Superiore. Presenti anche l’associazione di lotta alla mafia Libera, della cooperativa Aquilone (che gestirà la struttura), e del comune. Oltre ai rappresentanti del progetto via Conca D’oro, nel quale rientrano diverse strutture sequestrate alla mafia e oggi recuperate. 

«La nostra cooperativa, che conta circa trenta soci ed è attiva da vent’anni sul territorio della Provincia di Varese – spiega Massimo Erbetta, Presidente della cooperativa sociale L’Aquilone di Sesto Calende -, si è da sempre occupata di lavoro con i minori. I soci e le socie sono prevalentemente educatori, pedagogisti e psicologi».
 
«In questo appartamento realizzeremo un servizio rivolto a ragazzi e ragazze 18-21 anni che non possono rientrare nella loro famiglia di origine – prosegue Erbetta -; il lavoro degli educatori consentirà loro di attivarsi in un percorso finalizzato all’autonomia (nella gestione della casa, del lavoro, del tempo libero). Un elemento a nostro avviso di grande rilievo è che l’appartamento in questione sia un bene confiscato alla mafia, concesso in uso dalla Prefettura al Comune per finalità sociali».

«Il Gruppo Appartamento rappresenta una soluzione abitativa temporanea destinata a giovani che hanno raggiunto la maggiore età ma che ancora necessitano di un supporto adeguato per il raggiungimento dell’autonomia personale – aggiunge Luisa Limido, Assessore Servizi Sociali del Comune di Venegono Superiore -. Gli ospiti dell’alloggio residenziale saranno sia giovani che escono da percorsi di comunità sia giovani che provengono da situazioni difficili e che necessitano dello stesso tipo di intervento pur non avendo avuto un passato residenziale comunitario».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 dicembre 2014
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