L’arbitro e la mira scarsa puniscono il Varese

Biancorossi battuti anche a Pescara in un match segnato dall'espulsione a Borghese con rigore di Maniero dopo 4'. Poi la squadra di Bettinelli spreca almeno tre occasioni per riaprirla, e reclama un penalty non concesso

Natale è tempo di regali, e la partita dell’Adriatico non fa eccezione. Nel match della vigilia l’unico a uscire a mani vuote però è il Varese di Bettinelli: il primo, enorme, pacco dono infatti arriva al Pescara dall’arbitro ferrarese Marchiori che al 4′ vede un rigore (dubbissimo) a favore di Maniero e conseguente cartellino rosso a Borghese. Un regalone che da solo indirizza la gara a favore dei padroni di casa, che poi scartano altri pacchetti, questa volta confezionati dai giocatori di Bettinelli: nella ripresa infatti sono almeno tre i gol mancati da facile posizione dai biancorossi, che in ogni occasione gettano al vento la possibilità di riaprire una partita già piuttosto segnata. Quindi, giusto lamentarsi del trattamento subito (c’è anche un mano di Bjarnson nell’area del Pescara molto dubbio, sul finire del match), ma altrettanto doveroso considerare gli errori e le mancanze di una squadra che continua ad avere uno “zero” nella casella delle vittorie esterne. E che da oggi torna sul fondo della classifica, ufficialmente in coabitazione con Cittadella e Latina, probabilmente da sola se consideriamo il quarto punto di penalità atteso (o forse penultima, quando anche il Brescia sarà "arretrato"). Comunque sia una situazione difficile a una partita dal giro di boa, quella che la squadra di Bettinelli – alcune sue mosse continuano a non convincere, a partire da Barberis titolare – si trova ad affrontare: vincere con la Ternana (domenica 28, ore 15 a Masnago) è ora un passaggio obbligato per riprendere fiato, in vista di un mercato invernale nel quale purtroppo non si può essere protagonisti.

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Pescara – Varese 2-0 4 di 17

COLPO D’OCCHIO – Tribune in buona parte sguarnite allo stadio “Adriatico” dove ci sono comunuque quasi seimila spettatori – fonte Sky – per assistere a Pescara-Varese, disertata dai tifosi ospiti per protesta contro il match alla vigilia di Natale. C’è Babbo Natale all’ingresso in campo, insieme ai bambini che vestono le maglie delle due squadre.

CALCIO D’INIZIO
– C’è Barberis, e non Capezzi, nel centrocampo biancorosso dove trova posto Blasi vista la squalifica di Corti. Sulla destra è confermato Fiamozzi nel ruolo di ala, protetto alle spalle da Luoni; c’è anche Zecchin stavolta a sinistra. Baroni da alcune partite è passato a propria volta al 4-4-2 e i risultati si sono visti; tra gli ex biancorossi l’unico a disposizione è Pucino che gioca dall’inizio. Mancano invece l’infortunato Grillo e lo squalificato Pesoli.



IL PRIMO TEMPO
– Il tempo di cominciare e di vedere un tentativo da fuori di Lupoli, e la partita cambia nel modo peggiore. Dopo poco più di 2′ Maniero si catapulta in area e va a terra: l’arbitro opta per il rigore in modo piuttosto sconcertante, e peggiore le cose decidendo di espellere Borghese, autore del presunto fallo. Lo stesso Maniero spiazza Bastianoni per l’1-0, lasciando il Varese con un pugno di mosche e tanti dubbi sul trattamento subìto da parte del direttore di gara.
Eppure i biancorossi costruiscono almeno due grandi occasioni per impattare immediatamente il risultato, grazie a una difesa abruzzese tutt’altro che ermetica. Al quarto d’ora è Zampano a mettere a terra Neto sul lato corto dell’area: sulla palla va Zecchin che batte direttamente sul secondo palo, sfiorando il montante di pochissimo. Poi, su pressing di Blasi, Selasi tocca di piede verso Aresti che raccoglie con le mani: è punizione dal limite dell’area piccola che il Varese affida a Lupoli. Al fischio mezza barriera si muove in avanti (l’arbitro non prende provvedimenti né fa ripetere), ma è decisivo Memushaj che vicino al palo salva sulla linea. Nella seconda metà della frazione il Pescara, punto anche da qualche fischio dei tifosi, riesce a riorganizzarsi e a tenere Neto e compagni lontani dalla propria area. I biancoazzurri provano anche a impensierire Bastianoni, in precedenza in difficoltà su retropassaggi e giocate di piede, ma il portiere tra i pali appare piuttosto reattivo e pronto a bloccare i tiri dei vari Maniero al 31′ e Melchiorri al 38′.



LA RIPRESA –
Al rientro non ci sono variazioni nelle due formazioni; c’è invece la prima, enorme, occasione di pareggio per il Varese al 2′. Lupoli è bravo a dribblare l’uomo a sinistra e a servire Neto, il brasiliano sbilancia la difesa con un velo che libera la porta a Barberis ma quest’ultimo, di piatto destro, mette il pallone incredibilmente a lato.
E con la vecchia legge "gol sbagliato, gol subito", il Varese prende anche il 2-0 al 6′: stavolta l’imputato è Luoni che perde palla a centrocampo ed è costretto a inseguire Maniero ripartito a razzo. La rincorsa non riesce perché il centravanti serve, eludendo l’uscita di Bastianoni, sul secondo palo l’accorrente Melchiorri che da pochi passi infila il 2-0.
Iniziano le sostituzioni, ma Bettinelli toglie Blasi (e non Barberis) per inserire Capezzi; poi fuori Lupoli per Falcone, altra mossa originale e che alla lunga non pagherà dividendi.
Al 19′ secondo erroraccio davanti alla porta: corner battuto bene da Zecchin e palla che arriva a Luoni che è appostato al limite dell’area piccola ma colpisce in qualche modo, schiacciando a terra e fuori un pallone molto invitante. Poco dopo entra Miracoli ed esce Neto, da preservare in vista del match del 28 contro la Ternana. 
Le due squadre dopo la mezz’ora provano a pungersi senza però mai avere l’occasionissima; Baroni ruota i suoi uomini inserendo Appelt e Da Silva, che per due volte ci prova (e colpisce nel secondo tentativo l’esterno della rete). C’è però ancora una fiammella di speranza per il Varese: peccato che Miracoli al 40′ non sfrutti una situazione di superiorità numerica e un assist di Barberis, tirando in bocca al portiere. E peccato che l’ineffabile signor Marchiori di Ferrara (direzione che fa il paio con quella di Nasca, sempre all’Adriatico, di qualche anno fa: allora fu Sansovini a essere premiato con il rigore per un tuffo in area…) non veda la mano galeotta di Bjarnson nell’area del Pescara su tiro di Capezzi: non sarebbe stato un penalty solare, ma se lo confrontiamo con quello di Borghese era ampiamente legittimo. Niente da fare, non è giornata, e per il Varese sotto l’albero c’è solo polvere e la coda della classifica. Sperando che i regali arrivino, per lo meno, il 28.  

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Pubblicato il 24 Dicembre 2014
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