Le saghe dei Fratelli Grimm per la prima volta in italiano grazie a Pietro Macchione
L’editore varesino ha pubblicato un volume con 51 racconti dei celebri fratelli: “Gnomi , Draghi, Giganti… e altre storie da brivido”. Il libro è curato da Chiara Zangarini, le traduzioni sono di Erika Dal Zotto, le illustrazioni di Franco Mora
È la prima volta che un editore pubblica in lingua italiana le saghe tedesche dei fratelli Grimm, Jacob e Wihlem. Il volume dal titolo “Gnomi , Draghi, Giganti… e altre storie da brivido” è stato curato da Chiara Zangarini, con la traduzione di Erika Dal Zotto e le illustrazioni di Franco Mora. Si tratta di un lavoro importante perché, se quasi tutti conoscono le fiabe dei due celebri fratelli tedeschi, da "Hansel e Gretel" fino a "Cappuccetto rosso", passando per "Biancaneve", in pochi conoscono le saghe pubblicate la prima volta nel 1816. Un corpo costituito da 585 testi, di cui 91 tratti dalla tradizione orale e 494 da fonti letterarie.
«Le saghe non sono mai state pubblicate in Italia – spiega Chiara Zangarini – perché si tratta di materiale grezzo che richiede un adattamento narrativo, in quanto i fratelli Grimm lo avevano raccolto e pubblicato così come era. C’è anche un motivo di carattere filologico, cioè bisognava scegliere che cosa pubblicare dell’intero corpo di racconti, individuando un criterio che desse coerenza a tutto il lavoro».
(foto, da sinistra: Erika dal Zotto, Pietro Macchione e Chiara Zangarini)
Il filo conduttore scelto dai curatori è rappresentato dai cinque spiriti elementari: spiriti della terra (gnomi, coboldi, spiriti della montagna, nani), spiriti dell’aria (giganti), spiriti dell’acqua (tritoni e ninfe), spiriti del fuoco (draghi, donne serpente), spiriti della natura (spiriti silvestri, della segale, del muschio e spiriti cacciatori).
Erika Dal Zotto, la traduttrice, è una vera e propria esperta in materia, avendo frequentato l’università tedesca di Friburgo dove ha svolto le ricerche per la sua tesi di laurea dal titolo “Le saghe dei fratelli Grimm: miti e storia”. «In questi racconti – spiega la studiosa – ci sono elementi storici e magici ed anche materiale che puo’ essere interpretato come esoterico e massonico, con riferimento a numeri e colori. Quindi le saghe dei Fratelli Grimm possono avere una doppia chiave di lettura: una antropologica e una più adatta ai bambini».
I 51 racconti pubblicati nel libro appartengono alla tradizione dell’Europa del nord. «In qualche modo ci siamo anche noi, tedeschi che abitano le terre d’Italia» sottolinea con un sorriso Chiara Zangarini. In realtà quella della curatrice non è una battuta, perché alcuni personaggi e storie raccontate dai fratelli Grimm sono presenti anche nella nostra tradizione culturale. «Il tema della caccia come quello dello scambio di neonati nella culla – conclude Zangarini – li ritroviamo spesso nei racconti dei nostri nonni. A Grantola ai bambini si dice: “Se non fai il bravo, chiamo il Barone Ruggiero”». Una minaccia che suona bonaria se confrontata al cacciatore eterno Hackelberg evocato dai due fratelli di Hanau.
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