Mantovani: “Se il PS è in emergenza, si aprano più posti letto”
L'assessore regionale alla sanità ha esteso a tutta la Lombardia la sperimentazione avviata nella sola milano. Davanti alle situazioni critiche del pronto soccorso, è possibile aprire letti temporanei extra
Emergenza pronto soccorso. Non è solo Varese a vivere una situazione di criticità nel suo reparto perché, complice l’influenza e il clima molto secco dei giorni scorsi, problemi si sono registrati in tutta la Lombardia. Così, l’assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani è intervenuto per annunciare una boccata d’ossigeno agli ospedali. Di fatto è stata estesa a tutto il territorio la sperimentazione approvata nel dicembre scorso per l’area metropolitana. L‘Assessorato alla Salute ha provveduto ad inviare la circolare per l’attivazione del progetto sperimentale approvato dalla Giunta lombarda lo scorso dicembre: la possibilità di un aumento temporaneo dei posti letto a seconda delle esigenze per contrastare, con una migliore organizzazione, i picchi eccezionali di iper-afflusso, legati appunto a particolari circostanze dei singoli territori. Di fatto, quindi, nelle situazioni di emergenza, l’ospedale può aprire letti in più per alleggerire la pressione sul PS. Si tratta di situazioni temporanee, massimo 40 giorni all’anno, limitate a rispondere all’emergenza. Diverso, invece, è il piano affidato alle Asl che stanno predisponendo un piano di coinvolgimento del territorio con i letti “subacuti” destinati ai pazienti che possono essere dimessi dall’ospedale ma non sono ancora in grado di rientrare al proprio domicilio. Attualmente, in provincia di Varese sono attivi 70 posti.
La crisi dei PS è legata anche all’arrivo dell’influenza la cui diffusione massima è previsto per le prossime settimane. Il timore è che i casi di contagi, quest’anno, siano decisamente superiori anche a causa dell’andamento della campagna vaccinale che, probabilmente anche per le notizie relative alla sicurezza dei vaccini, ha subito una flessione del 20%. Per arrivare a una fetta maggiore di popolazione, è stato deciso di allungare i tempi della vaccinazione: è infatti possibile ottenere il vaccino fino alla fine del mese di gennaio.
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