La banca del futuro? “Poche filiali e molto digitale”

Piermario Motta, Amministratore Delegato di Banca Generali, ha descritto la situazione attuale del sistema bancario in Italia: "Le banche devono aggiornarsi -dice- tenendo conto che i clienti hanno esigenze sempre più complesse"

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L’idea -un po’ romantica- del paesino con la banca nella piazza principale della città diventerà presto un lontano ricordo. «Non servono più e già oggi la gran parte rimane vuota». Ad affermarlo è Piermario Motta, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, che ha partecipato con una lectio magistralis all’apertura del nuovo master Liuc in Merchant Banking.

«Dati e proiezioni -spiega Motta- ci dicono che l’operatività agli sportelli nel 2017 sarà dimezzata rispetto a 10 anni prima» e questo genererà un «processo negativo costante». Meno persone agli sportelli e meno personale all’interno delle banche al punto che «è prevista la chiusura di circa 2.000 sportelli in tutta Italia accompagnati da 17.000 lavoratori in esubero».

Ma se il contatto fisico con la banca è in costante calo, quello virtuale è sempre più diffuso. Nell’ultimo paio di anni l’utilizzo dell’internet banking è cresciuto dell’85% e i clienti di questo servizio continueranno a crescere con percentuali a tre cifre. «Questo obbliga anche gli istituti ad adeguarsi -continua Motta- e già oggi molti si sono messi in moto» dal momento che «trovare ricavi nei modi tradizionali si sta facendo sempre più difficile». E così molti istituti hanno esteso gli orari, altri hanno aggiornato gli spazi puntando molto sul self service mentre altri ancora stanno «introducendo nuove tipologie di servizio, dalla vendita di biglietti per eventi fino a veri e propri prodotti».

Un mondo che sta cambiando velocemente «e che obbliga gli istituti, anche le banche reti, ad aggiornarsi altrettando rapidamente». In questo contesto «il settore del private banking sta crescendo in maniera significativa» ma si deve e dovrà sempre più tener conto che, oltre ad una pluralità di attori nel mercato, «i clienti hanno esigenze sempre più complesse».

Marco Corso
marco.corso@varesenews.it

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Pubblicato il 11 Marzo 2015
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