Melis e il corvo on line: “Non mi interessano le polemiche anonime”

Il sindaco precisa alcune cose in merito alla vicenda del blog anonimo che prende di mira l'amministrazione e i suoi rapporti con la famiglia Ciaraffa: "Quando ho fatto pulizia in Comune mi sono preso le mie responsabilità"

Solbiate Olona riceve la bandiera di Città dello Sport (inserita in galleria)

Il sindaco Luigi Melis torna sulla vicenda del corvo di Solbiate Olona che scrive sul blog “Chiamami Suciak” e ribadisce che non vede un problema di opportunità nei rapporti che lo legano al colonnello della Nato in pensione Vincenzo Ciaraffa e al figlio Luigi che svolge alcuni incarichi legali per il Comune: «Vincenzo Ciaraffa non è un mio consigliere personale e nemmeno un consulente – spiega – organizza solo una manifestazione che si chiama Echi della Valle Olona e gli incarichi a suo figlio non hanno nulla a che vedere con questo rapporto». E subito dopo rettifica: «Quella che avete riportato come replica alle accuse lanciate da un blog anonimo e riprese da Varesenews non è stata pubblicata su Echi Liberi ma sul foglio de “La Voce Solbiatese”, una pubblicazione che pagano gli aderenti alla lista che mi sostiene, me compreso».

Nessun imbarazzo sul fatto che il direttore di quella rivista è Vincenzo Ciaraffa? «Per quale motivo? Echi Liberi è un’iniziativa editoriale di mia moglie che non ha nulla a che vedere con me. Non vedo nulla di strano, a differenza di chi si cela dietro un blog senza firma». La polemica accesa dal corvo on line di Solbiate Olona non scompone il primo cittadino che rivendica la sua trasparenza e i risultati in termini di legalità che ha portato con la sua amministrazione: «Quando abbiamo capito che c’era un’assistente sociale che si appropriava di denaro del Comune siamo andati in Procura e lo stesso abbiamo fatto quando abbiamo scoperto chi percepiva indebitamente delle indennità – racconta – questa è trasparenza, mettere una firma quando si fanno le accuse».

Un concetto che ripete più volte per ribadire che quel blog, che prende di mira non solo lui ma tutta la maggioranza che lo sostiene, va oltre la critica lecita: «Nell’ultimo post mi hanno dato della testa di c… – racconta – siamo all’insulto, altro che politicamente scorretto». Ma quando gli si fa notare che alcuni retroscena rivelati sono attinenti alla realtà il primo cittadino sbotta: «Se c’è qualcosa di illegale nel fatto che mia moglie abbia una società che fa brokeraggio assicurativo, professione che peraltro svolge dall’87, che lo dicano a chi di dovere. La sede è nello stesso palazzo dello studio 2LC dell’avvocato Ciaraffa? E allora? Lo dico per l’ultima volta: chi non ha il coraggio di prendersi le responsabilità di quello che scrive non ha nessun valore e non è degno di essere preso in considerazione».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 13 marzo 2015
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