Reddito di cittadinanza, Maroni: “Possiamo partire in autunno”
Il governatore: la misura a favore solo di residenti, non degli extracomunitari

“Sul reddito di cittadinanza io parto di questo ragionamento: in Lombardia ci sono dei cittadini da aiutare, ma quanti di questi possono essere aiutati attraverso le politiche attive del lavoro? Non possiamo attivare al lavoro il 70enne che cerca qualcosa da mangiare nei cassonetti o le persone che hanno delle disabilità. Per cui per queste categorie di persone bisogna intervenire in altro modo, aiutandoli concretamente e dando loro un contributo: per cui per questi soggetti stiamo studiando un altro tipo di intervento”.
Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo in diretta questa mattina alla trasmissione ‘Mattino 5 – La Telefonata’ su Canale 5.
“Abbiamo quasi un miliardo di euro – ha proseguito Maroni – fornitoci dal Fondo Sociale Europeo che possiamo utilizzare nell’arco dei prossimi 5 anni, per cui non si tratta di un problema di risorse, ma dobbiamo individuare la platea di persone: noi questo reddito lo daremo ai cittadini, italiani ed europei, non a chi cittadino non è, quindi non agli extracomunitari, e per evitare degli abusi metteremo per esempio
delle soglie sul criterio della residenza in Lombardia almeno da un certo numero di anni, un criterio già esistente per l’assegnazione delle case popolari”.
VALUTAZIONE SUI FONDI A FINE GIUGNO – “Ci siamo posti un tempo –
ha precisato Maroni – che è quello dell’approvazione della legge di assestamento di bilancio, a fine giugno, per vedere quali risorse avremo a disposizione nel 2015 oltre ai fondi sociali europei, per cui penso potremo partire già in autunno con la sperimentazione.”
STUDIO SUI MODELLI DA ADOTTARE – “Stiamo valutando i tanti interventi di questo tipo già adottati, soprattutto in Europa.
C’è per esempio il reddito di ultima istanza, un’iniziativa presa nei confronti di chi è a rischio di esclusione sociale e non ha altri redditi oppure – ha aggiunto Maroni – c’è il reddito di inclusione sociale, proposto dai sindacati e da varie associazioni. Stiamo studiandoli, io non voglio fare l’elemosina, voglio aiutare chi non ce la fa. Il ‘Banco alimentare’ ha valutato che l’anno scorso in Lombardia c’erano 700mila persone sotto la soglia di povertà, quante di queste necessitano del reddito di cittadinanza? E’ una valutazione che stiamo facendo con il nostro ufficio studi, insieme al mondo del volontariato perché poi saranno loro a dover gestire questa misura”.
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