Il denaro come la droga, i trafficanti usano metodi sempre più complessi
Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane hanno verificato in 5 mesi 2000 spedizioni, sanzioni per 200mila euro: i controlli sono la chiave per avviare anche indagini più ampie
550mila euro – tra sanzioni e sequestri – per il “denaro di contrabbando” non dichiarato a Malpensa: è il bilancio dei militari della Guardia di Finanza di Malpensa nell’arco dei primi cinque mesi dell’anno. Scoperte e sequestri che sono la chiave per avviare ulteriori indagini sulla provenienza dei soldi espostati o importati illegalmente.
Tra le migliaia di passeggeri che quotidianamente “affollano” le sale arrivi e partenze dell’aeroporto si nascondono anche quanti occultano quantitativi di denaro contante che eccedono i 10.000 euro previsti quale soglia massima consentita per il trasporto al seguito senza l’obbligo di dichiarazione in Dogana.
I metodi utilizzati per sottrarre il contante ai controlli effettuati in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane si sono nel tempo, purtroppo, evoluti al punto da somigliare spesso a quelli adottati dai trafficanti di droga: dalle banconote nascoste in doppifondi ricavati all’interno di calzature o valigie a quelle occultate all’interno di passeggini o pannolini, sono solo alcune delle soluzioni adottate da quanti cercano di oltrepassare i confini nazionali tentando di eludere i controlli delle Fiamme Gialle di Malpensa.
In particolare, a partire dal 1° gennaio al 31 maggio di quest’anno, sono stati selezionati e sottoposti a controllo, quasi 2000 passeggeri in partenza o in arrivo dalle nazionalità più disparate con ingenti quantitativi di valuta contante al seguito per un importo pari a circa 20 milioni di euro. Quasi 500 soggetti hanno violato la normativa oggi vigente che prevede come detto, per i passeggeri, l’obbligo di dichiarare in Dogana gli importi di denaro contante portati al seguito pari o superiori a 10.000 euro; pertanto, sono state comminate nei loro confronti sanzioni amministrative per l’importo di quasi 200.000 euro e sono stati effettuati sequestri per l’importo di oltre 350.000 euro.
L’ultimo risultato eclatante in ordine di tempo risale allo scorso fine settimana quando sono stati rinvenuti oltre 335.000 euro in possesso di X.S, un cittadino cinese di 43 anni residente a Torino ed in partenza per Shangai, che tentava di lasciare il territorio dello Stato con questo ingente quantitativo di valuta celato all’interno del bagaglio a mano nonché in quello da stiva; una parte del denaro (oltre 162.000 euro) è stato sottoposto a sequestro in base alla vigente normativa valutaria. È un caso significativo dei controlli che spesso scattano a seguito delle scoperte fatte in aeroporto: il nominativo del soggetto sottoposto a controllo (titolare di un esercizio di ristorazione in Torino), che dichiara all’anno al Fisco italiano importi “irrisori” ed assolutamente incompatibili con la somma di danaro in contanti portata al seguito, è stato prontamente segnalato al Reparto del Corpo competente per immediati accertamenti di polizia economico-finanziaria.
I risultati complessivi da inizio anno si aggiungono a quelli conseguiti durante l’articolata operazione, conclusa del mese di aprile, denominata “Flying Cash” che aveva permesso di far emergere un flusso di danaro contante superiore ai 52 milioni di euro con la contestazione di sanzioni amministrative per un importo pari ad oltre 360.000 euro ed il sequestro di denaro contante per oltre 300.000 euro, scoperto al seguito di oltre 5200 passeggeri in arrivo ed in partenza dal nostro Paese (oltre 900 dei quali verbalizzati per l’inosservanza del disposto normativo).
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