Approvato l’accordo transfrontaliero sui materiali inerti

Approvata in via definitiva in Regione l’intesa per la gestione di materiali inerti fra Regione Lombardia e Canton Ticino. I commenti

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E’ stata approvata in via definitiva durante il  Consiglio regionale del 22 settembre 2015 l’intesa di coordinamento transfrontaliero per la gestione di materiali inerti fra la Regione Lombardia e il Canton Ticino.

«Un’ approvazione che giunge al termine di un percorso condiviso fra la Commissione Ambiente e Protezione civile che presiedo e la Commissione Rapporti tra Lombardia, Confederazione elvetica e Province autonome hanno dedicato ampia attenzione attraverso audizioni di Commissione congiunte ascoltando enti e associazioni per esaminare le criticità ambientali connesse all’accordo – ha commentato il presidente della commissione ambiente in regione Luca Marsico – La risoluzione compensa e migliora, di fatto, le disposizioni contenute all’interno dell’Intesa sottoscritta fra Regione Lombardia e Cantone Ticino ponendo, come pietra miliare, la tutela della salute e dell’ambiente. Come ho già avuto modo di ribadire è infatti essenziale garantire un percorso di controlli codificato dei materiali inerti che giungeranno in Regione Lombardia e, in particolare, in provincia di Varese».

«Nel corso delle audizioni delle commissioni consiliari ho espressamente chiesto garanzie circa la non nocivita’ dei materiali per l’edilizia provenienti dalla Confederazione Elvetica e stoccati nel nostro territorio – ha aggiunto  il sottosegretario alla Presidenza della Regione Alessandro Fermi – La proposta di Risoluzione approvata oggi dall’aula prevede proprio fra i suoi impegni prioritari anche la necessita’ di provvedere quanto prima l’avvio di un sistema di controlli sui rifiuti oggetto dell’Intesa concernente la verifica dell’intera filiera, dall’ingresso in Italia al destino presso gli impianti di trattamento e riutilizzo».

Ma non tutti vedono con lo stesso favore l’accordo appena siglato: «L’Intesa tra Regione Lombardia e Canton Ticino è una beffa per i cittadini dei territori confinanti, noi mandiamo a loro materiali inerti per edilizia come sabbia e ghiaia e loro ci mandano rifiuti edili (inerti) di origine minerale. Tradotto: noi mandiamo a loro “terra buona” e loro mandano a noi “scarti” che oltretutto andranno controllati, per verificare che non contengano materiali inquinanti –  Questo infatti è il commento  di Paola Macchi consigliere regionale del Movimento 5 Stelle – Non capiamo cosa ci guadagneranno territorio e cittadini varesotti da un accordo che sembra scritto da chi ha un interesse economico diretto sulla questione e cioè i cavatori e coloro che gestiscono gli impianti di trattamento. Avremo più rifiuti, più traffico e inquinamento per il loro trasporto , più cave e danni alle strade che dovranno riparare i comuni su cui insisterà il traffico di migliaia di camion pesantissimi, oltre al danno la beffa».

Contrari anche i rappresentanti del comitato Varese 2.0: «La approvazione, in commissione, di una risoluzione che apparentemente tenderebbe a rendere più rigorosi i controlli del materiali trattati, di fatto scarica sulla Regione, ovvero sui cittadini stessi, i costi di tali controlli sui quali, tra l’altro, già ARPA e Finanza a suo tempo ebbero modo di sollevare dubbi di efficacia e fattibilità – commenta il comitato
Varese 2.0 – Abbiamo già avuto modo di dichiarare la nostra assoluta contrarietà all’accordo non fosse altro per buonsenso visto che non si capisce per quale motivo si debba continuare a svendere le preziose sabbie della Valle della Bevera in cambio di rifiuti provenienti da oltre confine per giunta classificati con altri criteri».

Stefania Radman
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Pubblicato il 22 Settembre 2015
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