Polemiche e contestazioni, Mondo Baffo “sfrattato” dal gattile

L'associazione deve lasciare la struttura entro il 30 novembre: "Tutto nato dalla polemica di alcune volontarie". Il Comune contesta varie violazioni alla convenzione

Mondo Baffo Cassano Magnago

Il gattile di Cassano Magnago – noto anche perché cresciuto anche dall’impegno della varesina “Nonna Olga”, scomparsa nel 2013 – al centro di uno scontro che rischia di pesare sul futuro della struttura. Lo denunciano, per primi, i volontari di Mondo Baffo, che oggi fanno funzionare la struttura: il Comune vuole interrompere la convenzione e ha dato l’ultimatum all’associazione che gestisce l’area, Mondo Baffo. Il sindaco Nicola Poliseno garantisce: «Nessun gatto rimarrà per strada, faremo un bando per individuare un nuovo gestore».

Andiamo per gradi: la colonia felina di via Gasparoli occupa un terreno comunale ed è gestito attraverso una convenzione con l’ente pubblico. Mondo Baffo lancia oggi un appello per continuare a gestire lo spazio: «Non abbiamo mai chiesto favori al Comune, abbiamo sempre sostenuto autonomamente questo centro, vogliamo solo poter continuare» dice la presidente dell’associazione Marina Colombo. La struttura è ampia e offre un servizio che va oltre Cassano Magnago: ospita attualmente circa settanta felini, alcuni con problemi specifici (tra l’altro ci sono una quindicina di gatti provenienti dall’area di Malpensa). Il gattile è costituito da una serie di container climatizzati, tra cui uno equipaggiato come infermeria e uno adibito ad area di “quarantena”, per evitare possibili contagi e diffusione di epidemie (i volontari spiegano che ci transitano, appena arrivati,  i gatti provenienti dalla strada o recuperati nei cassonetti). E proprio questi due container sono, secondo la presidente Colombo, il punto centrale della diatriba tra Comune e Mondo Baffo: due container considerati abusivi dal Comune, anche se si tratta – fa notare l’associazione – di «prefabbricati poggiati su “bolognini” di cemento, quindi non cementati al suolo». La presidente, però, ricorda anche altri elementi: «Dovevo mandare la lista dei gatti, non l’ho mai spedita – ammette la presidente – ma ce l’ho dentro al computer e posso inviarla immediatamente». Colombo però è anche consapevole che anche un intervento in questa fase non sarebbe risolutivo: «m’impegno a eliminare container e consegnare la lista dei gatti, ma così ottengo solo una proroga di sgombero».

Fin qui una parte degli atti formali e degli elementi che rischiano di far finire Mondo Baffo in un vicolo cieco. La presidente Colombo non nasconde però anche quelle che a suo parere sono le ragioni: «è un putiferio nato da alcune volontarie, che se ne sono andare in polemica e che hanno segnalato più volte la vicenda al sindaco Poliseno. Il sindaco mi ha chiesto di riprendere le volontarie per evitare problema, ma qui si tratta di rispetto delle regole: in un gattile esistono delle regole, per esempio sul cibo, e c’era chi non le rispettava. Ci hanno portato via anche le password della pagina facebook».

Il sindaco Nicola Poliseno conferma che le prime segnalazioni sono arrivate proprio da alcuni volontari del centro. «Ma i problemi sono numerosi e abbiamo dato tempo per risolvere» dice il primo cittadino (qui viene spiegata per esteso la posizione dell’amministrazione). «In ogni caso dico una cosa: è una struttura importante, ci siamo sempre mossi guardando al bene degli animali e posso garantire che nessun gatto rimarrà per strada». Di certo l’associazione Mondo Baffo si sta muovendo anche per atti formali, attraverso avvocato.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 19 Novembre 2015
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