Ballardin: “Sono addolorato e totalmente estraneo ai fatti”

I grillini vogliono le dimissioni del sindaco arrestato. Manifestazione con Vito Crimi. Per il Pd è sciacallaggio. La difesa: non c'è reato

gianpietro ballardin brenta

L’arresto del sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin, provoca un terremoto politico: venerdì alle 12 e 30, davanti al municipio, è in programma una manifestazione del Movimento 5 Stelle per chiederne le dimissioni.

Ballardin, agli arresti domiciliari, oggi ha affidato l’incarico di difenderlo all’avvocato Marco Mainetti di Varese: “Il mio cliente è addolorato per quello che è successo – spiega – e si dichiara totalmente estraneo a questi fatti. A giorni ci sarà l’interrogatorio di garanzia, attenderemo le decisioni del gip. Se non ci saranno novità faremo ricorso al tribunale del riesame per la scarcerazione”.

Alla manifestazione grillina saranno presenti i parlamentari del Movimento Cosimo Petraroli, Manlio Di Stefano, Vito Crimi, Giorgio Sorial, Danilo Toninelli e i consiglieri regionali Paola Macchi, Dario Violi, Iolanda Nanni e i candidati sindaco del M5S di Milano Patrizia Bedori e di Varese Alberto Steidl.

Sul fonte giudiziario invece oggi non ci sono novità. Rimangono le accuse. L’ex comandante Ettore Bezzolato, dirigente del consorzio di polizia locale del Medio Verbano, di cui Ballardin é presidente, è accusato di peculato e falso, mentre il sindaco di favoreggiamento e falso. L’avvocato Fabio Margarini, legale del vigile urbano, si prepara tuttavia a impostare una difesa in cui si esclude la malafede del suo assistito.

L’avvocato sottolinea come l’accusa consideri un reato la restituzione di denaro, 1622 euro, che non era stato mai contabilizzato come entrata, nella cassa dell’economato. E’ probabile dunque che il legale porrà l’accento sul fatto che Bezzolato voleva davvero restituire dei soldi e che Ballardin ha certificato da par suo questa restituzione. Sono stati i vigili dello stesso comando infatti ad avvisare la guardia di finanza.

Sulla vicenda, e in particolare sulla manifestazione del M5S, interviene Samuele Astuti, segretario provinciale del Pd:  “Ciò che è accaduto al Sindaco di Brenta – afferma – mi ha profondamente colpito e, non lo nascondo, segnato negativamente perché conosco da anni il Sindaco Ballardin, un collega che si è sempre speso per la propria comunità. Ovviamente – continua – sarà la Magistratura a dover fare luce su quanto accaduto e sono certo che Ballardin avrà modo di spiegare.
Quello che mi preme condannare in questo momento è lo sciacallaggio vergognoso da parte di alcuni esponenti politici che, per un mero calcolo opportunistico elettorale, rinnegano il più elementare principio garantista e di presunzione di innocenza, che devono valere sempre e comunque, che si tratti di Brenta, di Quarto o di qualsiasi altro posto”.

Anche Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, si è detto «colpito e addolorato» dalla vicenda che «ha toccato un territorio che io conosco bene e un amministratore conosciuto nella zona». «La magistratura deve poter svolgere il proprio lavoro fino in fondo per accertare eventuali responsabilità che sono ancora da dimostrare. Non ho gradito l’accanimento e il clima da ‘caccia alle streghe’ di chi si è affrettato a sbattere il mostro in prima pagina. Il territorio della nostra provincia è composto da amministratori seri e capaci che hanno a cuore il bene dei cittadini. Se Ballardin ha compiuto irregolarità queste dovranno essere accertate, ma fino ad allora un profilo di equilibrio e garantismo sarebbe opportuno, soprattutto da parte di forze politiche che dopo i fatti di Quarto dovrebbero aver imparato che la prudenza non guasta mai anche in politica».

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 14 gennaio 2016
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  1. Scritto da diadora

    ma i pd-okki sono forti… esiste solo 4° il resto se è contro loro lo chiamano sciacallaggio…
    dopotutto basta vedere roma… dopo marino è peggiorata, ma tutti muti.

  2. Scritto da diadora

    ma come se tocchi il pd è sciacallaggio??? a 4° cosa è?

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