Dal jazz al rock’n’roll, gli appuntamenti al Twiggy

Stasera appuntamento con la rassegna "Scusi, cos'è il jazz?". Venerdì Dj Marvin, sabato in scena Dune Buggy Band e domenica Robin Bacior

Musica Generica

Si inizia giovedì sera e si va avanti fino a domenica con gli appuntamenti live del Twiggy Caffè. Questa sera, giovedì 28 gennai, c’è la rassegna “Scusi, cos’è il jazz?” con From Mississippi To Hudson: one Night Roundtrip with the Italian Jazz Masters (ore 21:30, ingresso libero). In scena una formazione collaudatissima ed allargata, che darà vita a uno stimolante contest, rifacciamo il salto negli anni ‘20 e ‘30, tra le sonorità di New Orleans e della Swing Era.

In scena Vittorio Castelli clarino e sax, è musicista (Bovisa New Orleans Jazz Band) critico (“Il disco di jazz” – Mondadori), giornalista (“Musica Jazz”; “Amadeus”), consulente cinematografico (“Bix” – Pupi Avati) e conduttore radiofonico (RAI). Giorgio Alberti, alla tromba, è tra i padri del Jazz in Italia. Fonda negli anni 50 la Milan College Jazz Society. Suona, tra gli altri, con Sidney Bechet, Barney Bigard, Joe Venuti, Bud Freeman. Da sempre legato stilisticamente a Bix Beiderbecke. Andrea Sirna sax ten. e clarino, (Milano Rhythm Kings, Blue Feeling Orchestra, Bovisa Jazz Band e Jambalaya Six), un’esperienza trentennale alle spalle: ha suonato in noti festival di jazz in Europa fra cui la “Festa New Orleans Music” di Ascona, i festival di Celerina, Davos, Dresda, Saint Raphael e in innumerevoli teatri e, in USA, nella mitica “Town Hall” di New York. Giorgio De Leo (“Hopeless Jazz Band”) al piano, è una delle colonne del Jazz made in Milan. Vittorio Sicbaldi (“Cagliari Dixieland Jazz Band”) alla batteria. Tra le sue numerose collaborazioni spiccano quelle con Romano Mussolini, Shawn McGloin, Andy Gravish, Hector Costita. Giorgio Alderighi al Banjo e contrabbasso.

Venerdì 29 gennaio, l’appuntamento è con Dj Marvin e la serata “Dadaumpa”. Rock’n’roll, Surf, Twist, Girl Groups, Northern Soul, 60s Beat, Memorabilias, French Pop, Film Soundtracks, Hammond Grooves, Bossanova Beat e molto altro.

Il 30 gennaio in scena Dune Buggy Band, la super band composta da cinque elementi  che vi farà rivivere tutte le mitiche colonne sonore dei film di Bud Spencer e Terence Hill, con un concerto unico e coinvolgente. Allegri e scanzonati, i cinque elementi della Dune Buggy Band sanno offrire il concerto perfetto con le note delle musiche che hanno accompagnato i sogni e i momenti di spensieratezza più belli dell’infanzia di tutti noi.

Il giorno dopo, domenica 31 gennaio, c’è Robin Bacior.

Michael Stipe ormai più di 10 anni or sono cantava “leaving New York never easy“. Questa riflessione sembra sostanziare il concept che attraversa a serpentina le canzoni dell’ultimo lavoro della folk-singer americana Robin Bacior, “Water Dreams”. L’acqua nel linguaggio dei sogni raffigura il cambiamento, nella vita della Bacior rappresentato dal trasferimento a Portland, una dimensione ben diversa dalla caotica realtà della Grande Mela a cui era abituata, ma incubatrice di canzoni nate proprio da un’influenza esterna diversa; più pacata e distensiva. “I dreamed it and I wrote it down, and it came off the page and wore me out. Now I’m staring it down.” (L’ho sognato e l’ho scritto, è emerso dalla pagina e mi ha distrutto. Adesso lo guardo in faccia.) – canta Robin in Smoke Screen, in quella che è una vera dichiarazione di poetica.

L’elemento “acqua” non è però solo significato ma anche significante, una dimensione musicale, dove i pezzi sono connotati da una leggiadrìa liquida e dall’impalpabilità onirica di qualcosa che ti avvolge, sfiorandoti appena.
La musicista alterna la chitarra al ben più presente pianoforte su cui si distende la sua vellutata voce; il synth sopperisce agli arrangiamenti dell’assente violoncellista Dan Bindschedler (seconda anima dell’album); una backing vocalist si fa delicatissima eco mentre il batterista definisce lo sciabordìo delle canzoni e del loro assestarsi a diversi livelli di “subacqueità” e di irrequietezza.

Tutte le serate sono ad ingresso libero.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Gennaio 2016
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