Raccolta rifiuti, Gallarate va con Legnano

L'igiene urbana di Amsc passerà all'Aemme Linea Ambiente, che fa servizio nel legnanese e nel magentino

raccolta rifiuti

È allo studio da mesi, ma ora si è arrivati alle battute finali: per la raccolta rifiuti Gallarate scegli il “matrimonio” con Legnano. O meglio: sceglie di cedere il ramo d’azienda di Amsc che si occupa di igiene urbana all’Aemme Linea Ambiente (ALA), la società partecipata che già fa servizio nelle zone di Legnano e Magenta e che è controllata (attualmente con l’80%) dalla legnanese Amga.

Il punto di partenza è la richiesta di legge di ridurre il numero delle partecipate definendo bacini di servizio più ampi: meno società, più risparmi ed economie di scala, è lo spirito della legge. Una prospettiva che già ha toccato in modo evidente alcuni servizi, ma che sull’igiene urbana è ancora fumosa:«La Legge dello Stato, del 2011, parallelamente all’idrico e ai trasporti, definisce che anche il settore dell’igiene urbana passi ad Ambiti territoriali omogenei» spiega l’assessore al bilancio di Gallarate Alberto Lovazzano. L’ambito dell’acqua (la celebre Ato) è stato definito come corrispondente alle province, sta partendo la società unica provinciale (Alfa srl) che tra l’altro avrà sede operativa proprio a Gallarate. È definito l’ambito del gas (sovraprovinciale) e così quello del trasporto pubblico (sovrapprovinciale, per evidenti ragioni, corrisponde all’area pedemontana Ovest: Varese-Como-Lecco). «L’ambito dell’igiene non è ancora definito: il nostro accorpamento prefigura quello che potrebbe essere l’ambito dell’igiene urbano» continua Lovazzano. L’area scelta con il “matrimonio” con  ALA (che è nata nel 2010 e ha sede a Legnano) è un po’ in linea con l’aggregazione dell’Alto Milanese a cui storicamente Gallarate appartiene, ma soprattutto ha un riferimento rispetto al tema rifiuti: «Stiamo riproponendo un bacino simile a quello di Accam», il consorzio che si occupa dell’inceneritore (e che in futuro dovrà avere un nuovo volto, vista la scelta strategica di chiudere l’ormai vetusto e costoso termovalorizzatore di Borsano).

Sul fronte del lavoro, la cessione è stata al centro di un lungo confronto per arrivare a definire gli accordi sindacali, conclusi più facilmente con Cgil-Cisl-Uil e con più di un attrito con il sindacato di base Cobas (che ha una discreta rappresentanza, in Amsc). Ora tocca al Consiglio Comunale di Gallarate dare indirizzo sul tema, mentre prosegue la valutazione economica del valore dell’operazione, che passa da un esame dei bilanci al 30 settembre e da una seconda rettifica al 30 gennaio (come prevede la Legge, dopo l’atto notarile). Il passaggio non è secondario, perchè dai valori di perizia discenderà la definizione della quota societaria che Gallarate avrà dentro ad Aemme Linea Ambiente: «La nostra volontà è arrivare ad una partecipazione fino al 10%, da raggiungere con un conguaglio che oscillerebbe 150-200mila euro». Il 10% sarebbe ottenuto con una diminuzione della partecipazione dell’Amga di Legnano (dall’80% al 72%) e della Asm di Magenta (dal 20 al 18%).Il raggiungimento della quota del 10% però non è considerato un valore sufficiente, perché Gallarate correrebbe il rischio un po’ un vaso di coccio tra Amga e Asm (le due società – va notato – sono partecipate da più Comuni, non solo Legnano e Magenta). È un aspetto che è stato sollevato dall’opposizione: «Sarebbe un valore un po’ basso rispetto al numero di abitanti», ammette Lovazzano, che rappresenta l’interesse dei 52mila cittadini gallaratesi in una società che serve un bacino da oltre 200mila abitanti. Il correttivo c’è, ma per ora è un auspicio: «c’è un impegno condiviso a portare da una partecipazione di società ad una partecipazione sulla base del numero di abitanti: prospettiamo a breve una ristrutturazione societaria con partecipazione diretta da parte dei Comuni». In cui Gallarate sarebbe rappresentata in Cda. Questo è uno dei nodi centrali, nell’operazione, ed è uno dei punti su cui sarà più prevedibile lo scontro politico.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 19 Gennaio 2016
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