“I frontalieri devono pagare la sanità. È scritto in una norma”

Il direttore dell'ATS Insubria ( ex Asl) Lattuada spiega perché i lavoratori impiegati in Svizzera devono pagare la tassa sanitaria

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«La norma è chiara e non dà adito a interpretazioni diverse: i frontalieri devono pagare la sanità« Paola Lattuada direttore generale dell’ATS Insubria spiega perché nei distretti della sua azienda i frontalieri si sono visti chiedere l’esborso di una somma che varia tra i 1500 e i 2800 euro per poter usufruire della sanità italiana: « Dal maggio scorso, quando è arrivata la circolare del Ministero – racconta Paola Lattuada – la direzione generale lombarda della sanità ha spiegato cosa dovevamo fare. Noi ci siamo attenuti alle indicazioni. Altri no, ma sono questioni che non mi riguardano. Dal primo gennaio, comunque, la questione non è più di competenza dell’ATS Insubria ma dell’ASST Settelaghi che, credo, proseguirà con queste indicazioni».

La questione è  delicata: un movimento trasversale che abbraccia Lega Nord, Partito democratico e Cinque Stelle preme perché la Regione intervenga in materia e non penalizzi la categoria dei lavoratori frontalieri, soprattutto ora che si sta discutendo del nuovo accordo tra Stato Italiano e Confederazione Elvetica. Si attendono ulteriori indicazioni da parte del direttore generale del Welfare Walter Bergamaschi: « Io, per il momento, ho dato mandato di rispettare quella delibera – ha chiarito Callisto Bravi, direttore dell’ASST – So che ci sono applicazioni differenti in altre aree, ma nella nostra provincia si proseguirà nella politica adottata dall’Asl. Se ci saranno cambiamenti, li adotteremo».

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Pubblicato il 05 febbraio 2016
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Commenti

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  1. PtR
    Scritto da PtR

    Ma bene… i nostri concittadini devono pagare la sanità pur vivendo in Italia e di fatto pagando le tasse tramite accordi internazionali, mentre regaliamo fior di quattrini a gente che viene qui e sta nell’illegalità…

  2. Scritto da lenny54

    Qualsiasi italiano che abbia un reddito DEVE pagare le tasse e fra le quali c’e’ anche l’assistenza sanitaria. Perche’ quindi i lav. front non dovrebbero pagare l’assistenza sanitaria?. La quota dei ristorni dati dalla CH e’ notevolmente inferiore alle aliquote che qualsiasi lav. it. paga! E nell’accordo questi ristorni erano unicamente destinati alle infrastrutture necessarie nei comuni di frontiera. Quanto poi ai rifugiati (e non intendo migranti economici) e’ meglio che vengano ospitati e controllati al prezzo di 35 euro al giorno, piuttosto che scivolino nella delinquenza con un costo globale molto piu’ alto!.

    1. PtR
      Scritto da PtR

      Attenzione a non far passare per evasori chi lavora all’estero quando il problema e di accordi tra Italia e Svizzera… il problema è internazione tra Italia e Svizzera ed invece che risolverlo come si dovrebbe fare a livello di ristorni si decide più semplicemente “togliamo 2000€ l’anno ai lavoratori”. Succedesse a lei voglio vedere se la penserebbe uguale…
      Su molti migranti è che noi gli diamo 35€ al giorno e sanità pagata, mentre molti di questi fanno lavori in nero (o illegali) e quindi cornuti e mazziati come si dice dalle mie parti.

  3. Scritto da lenny54

    Certo spiacerebbe anche a me trovarmi a pagare delle tasse, CHE PERO’ finora non avevo pagato per un errore nelle regole! Un lavoratore italiano, su un ipotetico stipendio di 41.500 euro paga di tasse 11.638 euro. Un lavoratore frontaliero sullo stesso stipendio paga 2.905 euro se abita a meno di 20 km dal confine e invece 8.330 euro se abita a piu’ di 20 km dal confine. E’ una questione di equita’. Quanto ai lavoratori stranieri in nero: chi glielo propone il lavoro nero, gli alieni? Bisogna far rispettare le regole, a tutti.

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