Il comune e i profughi: “Non può essere solo una questione di soldi”

Tanti i dubbi sollevati dalla proposta del sindaco Emanuele Antonelli. Busto al Centro: "Non si tratta di una semplice questione contabile"

Campo Profughi a Venegono Inferiore

Una proposta “da esaminare molto attentamente e non trattata  esclusivamente per il sentore di  un presunto vantaggio economico (da dimostrare)”. E’ così che Busto al Centro etichetta l’ipotesi del sindaco Emanuele Antonelli di far gestire direttamente al comune l’accoglienza dei profughi in città per trovare qualche risorsa in più da dirottare ai servizi sociali.

L’ipotesi, si legge nel comunicato firmato da Gianfranco Bottini “ha il difetto di considerare il problema dal puro aspetto contabile che, qualora poi si verificasse avere realmente un saldo positivo, è un problema secondario di fronte alla complessità di molte altre  questioni”. Se infatti da un lato “si baserebbe su una convenzione chiara e definitiva con la Prefettura” dall’altro “si intravedono molti aspetti negativi o perlomeno problematici”.

Il movimento elenca 4 criticità che spaziano dalle responsabilità del comune ai problemi di gestione passando per la questione degli alloggi. Ecco nel dettaglio le perplessità sollevate

Primo: certifica una corresponsabilità del Comune su un problema che è da lasciare a livello ben superiore.

Secondo: assumere la responsabilità diretta da parte di un Comune di  un gruppo di immigrati non significa solo sfamarli e ricoverarli (cosa che avallerebbe l’idea di poter ottenere dei margini economici per la città) ma significa anche gestirli e farsi carico dei loro comportamenti  e del loro futuro  destino. Noi riteniamo che questa Ammin istrazione, nel suo insieme, non abbia oggi le strutture( qualitativamente forse quantitativamente certo) per accollarsi tale impegno cosa che si trasformerebbe nella ricerca all’esterno di quanto necessario (cooperative?) . In tale caso tutte le ipotesi sia economiche che  di responsabilità andrebbero più attentamente verificate. Essendosi assunta la responsabilità tutte le esigenze degli immigrati entrerebbero a pieno titolo nel paniere delle risposte che devono essere date dai servizi sociali ma con l’aggravante di una sicura priorità  nascendo da una chiara convenzione con la Prefettura che fisserà certo degli impegni nero su bianco e che si mescoleranno a quelli, più morali e quindi più facilmente gestibilii, verso i nostri concittadini. Senza dimenticare che gli eventi familiari (ricongiungimenti matrimoni nascite etc), che non mancheranno, tenderanno a dilatare il problema

Terzo: se gli alloggiamenti sono comunali implicheranno degli investimenti che , sottratti ad altre esigenze, solo con il tempo verranno ammortizzati se, e solo nel caso, l’operazione lasciasse realmente al Comune dei margini rispetto a quanto viene riconosciuto per ogni immigrato (35 euro).Senza dimenticare che non è certo fino a quando tale riconoscimento economico  l’Europa e lo Stato continueranno a garantire.

Quarto: se ci si rivolgesse invece al mercato immobiliare  privato  si avrebbe quasi inevitabilmente uno sfarinamento di presenze nella città anziché delle  concentrazioni più facilmente controllabili  . E’ inutile sottolineare le varie problematiche di sicurezza derivanti da tale situazione.

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Pubblicato il 04 agosto 2016
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