“Sei ragazze in cerca di una nuova vita”

Gli assessori Tommasini e Mazzucchelli commentano l'incontro con le giovani richiedenti asilo africane accolte dalla cittadina

ragazze profughe cardano al campo

Un appartamento semplice e dignitoso, l’ultimo piano di una palazzina di Cardano. E sei ragazze originarie dell’Africa (Somalia, Eritrea, Nigeria, Costa d’Avorio, Camerun) tra i 22 e i 34 anni di cui una incinta al quinto mese di gravidanza. Richiedenti asilo, tutte, con le lunghe tempistiche del caso.

“Ci sono sembrate molto timide e un po’ spaventate,” dice Daniela Tomasini, assessore alle Politiche Sociali. “Due ore molto intense, ricche di emozioni soprattutto sul piano umano,” aggiunge Elena Mazzucchelli, assessore alle Pari Opportunità.

Un pranzo frugale con alcune specialità proprie dei loro paesi d’origine. E quel po’ di apprensione dal ricevere per la prima volta la visita di qualcuno al di fuori del personale della Cooperativa che si occupa della loro accoglienza. “Ognuna di loro ha una storia di dolore alle spalle. La referente della Cooperativa ci ha detto che tutte parlano del viaggio dal loro paese alla Libia e dalla Libia a qui, ma quello che accade in Libia nessuna lo racconta e lo vuole raccontare. Partono tutte illuse da una promessa di lavoro. Partono con il consenso della famiglia e con l’aiuto di un connazionale che promette ad ognuna di loro una vita migliore e paga loro il viaggio della speranza. Contraggono, così, un debito che, in un modo o nell’altro, devono sanare. Temono, altrimenti, ritorsioni nei confronti delle loro famiglie. I rischi che corrono li conosciamo, a partire da quello di essere risucchiate nel giro della tratta. Solo la ragazza somala non è arrivata in Italia con i barconi. Lei è arrivata in Italia, meta di transito per l’Inghilterra, con l’aereo. Sono sei donne che chiedono solo di essere accolte e ascoltate, che si vogliono lasciare alle spalle dei grandi dolori e la tragedia quotidiana nei loro paesi e che cercano un po’ di pace e di serenità per loro stesse e per i loro cari,” continua l’assessore Mazzucchelli.

“Vogliono imparare l’italiano, vogliono conoscere la comunità che li ospita. Questo vogliono fare. Stare bene e pensare al futuro,” dice Daniela Tomasini. “Quelle sei donne non mi hanno fatto paura. Non mi sono sentita violata nella mia libertà di italiana,” conclude Elena Mazzucchelli. “Sono solo delle donne che hanno lasciato la famiglia e in alcuni casi i figli per provare a costruire un futuro migliore assieme. Da donna penso che solo la disperazione potrebbe farmi prendere una decisione simile. Sono convinta sia dovere di ogni cittadino italiano e europeo accogliere la loro richiesta di aiuto. Ascoltarle per ridare loro dignità.”

L’incontro, voluto fortemente dalle due esponenti della Giunta guidata da Angelo Bellora, è servito per conoscere e mettere a tacere le scomposte urla sensazionalistiche di aree politiche che parlavano di una Cardano sotto assedio da parte di infiniti numeri di non meglio identificati stranieri e terroristi. La realtà è una richiesta d’aiuto. A cui l’Amministrazione di Cardano risponde con cura ed attenzione, così come sempre fa nei confronti di ogni essere umano di qualsiasi origine e provenienza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2016
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Commenti

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  1. Scritto da angelo_marana

    ” per conoscere e mettere a tacere le scomposte urla sensazionalistiche di aree politiche che parlavano di una Cardano sotto assedio da parte di infiniti numeri di non meglio identificati stranieri e terroristi.” Ma cosa avete fumato??? Avanti… tirate fuori articoli dove dicono questa cosa!

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