Zanotti: “Unioni e gestioni associate, diamo ai Comuni gli strumenti adeguati”
Andrea Zanotti, sindaco di Casciago, non è per nulla d’accordo sul ruolo che la Provincia dovrebbe avere in relazione soprattutto alle unioni di comuni e alle gestioni associate

«Ho letto le posizioni del neoconsigliere provinciale Giuseppe Licata. Mi fa piacere che voglia riempire il suo ruolo di consigliere provinciale, ma forse sarebbe meglio parlarne prima di fare uscite pubbliche».
Commenta così le dichiarazioni del primo cittadino di Lozza il suo omologo di Casciago, Andrea Zanotti, per nulla d’accordo sul ruolo che la Provincia dovrebbe avere in relazione soprattutto alle unioni di comuni e alle gestioni associate: «La Provincia deve occuparsi si alcuni temi, ad esempio in campo sociale un tavolo di coordinamento tra i distretti mi auguro che torni ad esserci, ma altro trascende i compiti dell’ente ed ha poco significato. Facilitare le unioni non è tra questi compiti. Interventi dall’alto non servono in questo campo, serve la volontà da parte dei Comuni, e soprattutto lo sblocco di risorse in termini di assunzioni. Quello che succede sulla polizia locale è la cartina di tornasole: saltano le convenzioni perché non si hanno le risorse per gestirle. Per gestire territori estesi non basta mettere in campo i pochi uomini che si hanno a disposizione, serve assumere. Per i nostri comuni non bastano gli uomini che abbiamo, servirebbe investire in personale. Pensando al territorio intorno al Comune che amministro, 4/5 agenti (Casciago si sta muovendo per assumerne uno) non bastano per i nostri Comuni (Casciago, Luvinate, Barasso e Comerio) ad avere un servizio efficace».
«Buona l’idea dell’ufficio bandi, ma non deve essere una complicazione: forse è meglio che associazioni come Upel se ne occupassero. Dare alla Provincia queste funzioni, quando oltretutto le funzioni della Provincia e l’esistenza stessa dell’ente non sono chiare, non mi sembra una proposta utile. Già la Provincia fa fatica a fare quello che deve, dare altri compiti la vedo complicata. La provincia che fa da facilitatore per le unioni o le gestioni associate di servizi mi sembra una forzatura. Io della possibilità di fare unioni ho cominciato a ragionarci dal 2004, l’ufficio unico della polizia locale doveva essere il prodromo in questo senso: ci sono stati una serie di impedimenti, ma la strada è quella. I servizi non possono però andare al risparmio, non ci sono economie di scala in questo campo».
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