La morte di Matilda Borin resta senza un colpevole

La piccola morì a 22 mesi in un casolare di Roasio (Vercelli). Assolto anche l'allora compagno di Elena Romani, Antonio Cangialosi

matilda borin funerali

La morte della piccola Matilda Borin resta un mistero. Ad 11 anni dalla morte e dopo l’assoluzione della madre Elena Romani, ora anche il compagno dell’epoca Antonio Cangialosi è stato assolto. L’uomo era presente nella casa di Roasio in provincia di Vercelli, dove la bimba esalò l’ultimo respiro a soli 22 mesi in seguito ad un colpo ricevuto, e sarebbe rimasto solo con la piccola mentre la madre stendeva il bucato.

E la sua morte resta senza una spiegazione, senza un colpevole, senza un perchè. Cangialosi era accusato di omicidio preterintenzionale e il pm Paolo Tamponi aveva chiesto per lui 8 anni di reclusione. Pena respinta dal collegio giudicante che ha ritenuto il quadro indiziario troppo debole per una condanna.

I legali di Elena Romani (Tiberio Massironi e Roberto Scheda), invece, hanno annunciato che presenteranno ricorso in appello, una volta lette le motivazioni della sentenza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2016
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