Quale mobilità per la Valceresio?

Dalla Ferrovia Arcisate - Stabio alla riapertura della tratta fino a Porto Ceresio, passando per scelte di mobilità sostenibile, tante le questioni che dovrebbero trovare risposta nel fatidico 2017

arcisate - stabio cantiere novembre 2016

(foto di Walter Abele Zaccuri)

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La mobilità della Valceresio è al centro da tempo di un ampio dibattito che coinvolge le amministrazioni locali e i cittadini.

L’apertura della tangenziale che da Arcisate porta a Bisuschio con il relativo “declassamento” della statale della Valceresio a strada comunale e l’avvio, il prossimo anno, della ferrovia Arcisate-Stabio con la riapertura anche della tratta fino a Porto Ceresio, cambiano gli scenari e suscitano discussioni, che vanno dalla richiesta di un sistema di mobilità integrata e sostenibile, fino alle più prosaiche proteste per i nuovi semafori nel centro di Arcisate.

Proprio da un lettore di Arcisate ci viene una stimolante riflessione sulle diverse questioni aperte e tra loro connesse.

A un anno dall’avvio della nuova ferrovia “è il caso di fare il punto della situazione riguardo le mastodontiche opere in corso da anni in Valceresio”, scrive Walter Abele Zaccuri, cittadino di Arcisate, il centro che insieme a Induno Olona sta sopportando i principali disagi per i lavori in corso.

“Procedono i lavori alla nuova stazione interrata di Arcisate in cui a breve procederanno alla colata degli ultimi cementi armati portanti, rimanendo in linea con la tabella di marcia, dopo che per troppo tempo le pareti profonde e sabbiose son rimaste a rischio di crollo, tanto che una panchina e parte del marciapiede della strada sovrastante in prossimità della fermata autobus sostitutivo del treno, hanno ceduto – scrive Zaccuri –  Inoltre in questi giorni sento lamentele per il cambio di fasi e tempistiche ai semafori in centro, per cui gli utenti che ancora non usano la nuova strada  esterna sono stati presi alla sprovvista con code che ricordano i tempi in cui non esisteva nemmeno lo svincolo per la zona industriale, dopo che avevano aperto la galleria ovviando al traffico nel centro di Induno”.

“Nel frattempo un’auto ha avuto un “incontro ravvicinato” con un povero cervo vagante, facendo rinascere la polemica di non aver previsto tutti gli accorgimenti possibili utili alla prevenzione, non solo per i pedoni in corrispondenza delle numerose rotonde di svincolo”.

“Solo dopo il ritorno del treno vedremo una stabilità viabilistica ma mi risulta che fra Arcisate e Induno apriranno “un varco” passando sopra la ferrovia, collegando le vie Arno e Campi Maggiori-Comolli, che spezzerà vari flussi di traffico, offrendo maggiori o sufficienti possibilità”.

C’è poi la questione della riapertura della ferrovia “congelata“: i lavori sono iniziati a Porto Ceresio, ma ancora nulla si sa in via ufficiale dell’appalto per la  tratta da Porto Ceresio a Bisuschio e da qui ad Arcisate.  “La vecchia tratta da Brenno a Porto Ceresio sarà ristrutturata innescandosi nella linea internazionale ma a tutt’oggi vedo “la foresta amazzonica” mentre non trovo riscontri per il raddoppio della rete ferroviaria fino a Varese, dal ponte sull’Olona che ha più anni della famosa nonnina del 99”.

Tante, insomma, le questioni sul tappeto che, ci augura, riusciranno a trovare risposta nel fatidico 2017.

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 16 dicembre 2016
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