Varese cade anche nel “derby dell’assurdo”

Incredibile partita a Masnago: Cantù domina per oltre due quarti, arriva a +25 ma viene risucchiata da Maynor (32 punti). Varese però fallisce il sorpasso e cede nel finale, 82-92

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Che il basket sia uno sport pazzo, lo sappiamo da sempre. Che il derby sia una partita a sé è una frase fatta che non varrebbe nemmeno la pena di ripetere. Che Varese-Cantù sia stata ancora più assurda è un dato di fatto. Come è un dato di fatto che la Openjobmetis abbia perso ancora, di nuovo in casa (terzo KO consecutivo in campionato), sia caduta per la decima volta in dodici uscite e soprattutto che sia ormai stata risucchiata sul fondo della classifica.

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Openjobmetis Varese - Red October Cantù 82-92 4 di 19

Ma andiamo con ordine: “derby dell’assurdo” è uno slogan che, secondo noi, calza a pennello per l’andamento del match. Cantù infatti ha letteralmente dominato i primi due periodi, tirando con percentuali pazzesche da 3 e punendo in modo implacabile la difesa biancorossa. Sotto di 20 all’intervallo e di 25 poco dopo, gli uomini di Moretti hanno inventato un clamoroso parziale che ha completamente riaperto la gara: sul reiterato -2 però Varese ha fallito una lunga serie di possessi per pareggiare (o sorpassare) e a quel punto ha restituito coraggio, inerzia e fiato alla Red October che a quel punto non si è fatta pregare e ha dato i colpi di grazia con Waters e Johnson.

A Varese non è così bastata una prova a tratti magistrale di Maynor in attacco, 32 punti con 13/22 dal campo e i lampi di leadership che gli si chiedevano. Il play purtroppo è andato un po’ in debito di ossigeno nell’ultimo quarto e la Openjobmetis non ha trovato alternative sperate: in particolare, la partita disastrosa di Eyenga e Kangur ha contribuito ad affossare le speranze di un palazzetto che prima è impallidito e ammutolito, poi ha ripreso voce e voglia, infine è rimasto di sasso al momento dell’epilogo. Non senza esprimere il proprio disappunto verso una situazione che si sta facendo sempre più pesante: fischi e ululati rimasti all’interno della civiltà (più qualche petardone all’esterno) che però sono un segnale chiaro. Così non si può proseguire, perché perdere così un derby (quasi 60 punti subiti nei primi 20’…), contro la Cantù raffazzonata di oggi (tre o quattro talenti e poco altro), è un colpo bassissimo alla pazienza della gente.

COLPO D’OCCHIO – Fatica un po’ a scaldarsi il palazzetto che, complice l’assenza dei tifosi ospiti, si riempie di persone e di rumore solo all’inizio della partita. Anche se la scelta degli ultras di casa è quella di non tifare nel primo quarto per protestare contro i divieti.

PALLA A DUE – Quintetto solito per Moretti che non ha Campani ma ritrova, almeno per qualche minuto, Melvin Johnson. Sul fronte opposto Bolshakov è all’esordio da capo allenatore in Italia e deve fare i conti con la cessione di Lawal: starting five obbligato in cui trova posto anche l’unico ex, Craig Callahan.

Openjobmetis Varese - Red October Cantù 82-92

LA PARTITA – Due fiammate di Maynor vivacizzano l’inizio, ma ben presto Cantù mette il naso avanti nonostante i due falli di JaJuan Johnson. Per un po’ la partita prosegue così, con gli ospiti a condurre senza strappi: ritmi alti, con Varese che accetta di correre e alla fine la paga perché JJJ e soci segnano a ripetizione. Maynor lascia il campo con 10 punti ma nel finale di periodo i biancoblu allungano (20-28).
Niente però di quanto si vede nel secondo periodo. La Openjobmetis affonda presto, arrivando tardi su ogni accoppiamento difensivo, lasciando praterie alla triple di Waters e Darden (4/4 ospite da 3 nel periodo) e non riuscendo, dalla parte opposta, ad andare a segno. Gli spettri della “Disfatta di Cadeo” si materializzano quando Cantù sfonda i 20 di vantaggio arrivando a sfiorare i 60 punti alla sirena del giro di boa (38-58).

E l’avvio del terzo periodo sembra proseguire su questo binario: l’oceanico divario tocca anche il +25 prima che il vento cambi d’improvviso. Il profeta è Maynor che decide di fare il giocatore NBA (in attacco), e pure di quelli di buona fascia: il play segna 14 punti, fa sentire la sua voce, attiva un Anosike fino a lì pasticcione, dà l’esempio ad Avramovic. 31-8 di parziale biancorosso, tifo che ricomincia a macinare urla e cori. Tempo di arrivare alla terza sirena e la gara è incredibilmente riaperta (69-71).

IL FINALE – Cantù appare davvero in difficoltà, perde qualche pallone di troppo, si schianta sulle stoppate – ben 6 – dispensate da Pelle, provato talvolta insieme ad Anosike. Ma c’è un però: sul 74-76 la Openjobmetis spreca almeno quattro possessi per pareggiare e, probabilmente, dare il colpo di grazia agli ospiti. Ci si mette anche Eyenga, con due liberi sbilenchi, a rovinare la festa e così Waters con un paio di canestri rimette un minimo di vantaggio. Poi la Red October zoppica ancora ma Varese non trova più la via del canestro, neppure con Maynor: il tempo passa ma ci sarebbe ancora qualche speranza, se non che tra i brianzoli ci pensa Johnson. Le sue giocate nel finale sono decisive, mentre Kangur non prende neppure il ferro ed Eyenga sbaglia anche gli ultimi assalti. Maynor chiude con altri due cesti che da soli non bastano e, sulla sirena (il derby si gioca anche su queste cose), Kariniauskas festeggia con la tripla dell’82-92. Fuori è notte fonda, e non solo per l’orario.

OPENJOBMETIS VARESE – RED OCTOBER CANTU’ 82-92 (20-28, 38-58; 69-71)

VARESE: Maynor 32 (8-14, 5-8), Cavaliero 4 (2-4), Eyenga 4 (2-10), Kangur 3 (1-4, 0-4), Anosike 11 (4-7); Avramovic 16 (3-9, 2-5), Pelle 4 (1-2), Bulleri 5 (1-2, 1-2), Ferrero, M. Johnson 3 (1-2 da 3). Ne: De Vita, Canavesi. All. Moretti.
CANTU’: Waters 25 (6-15, 3-6), Pilepic 11 (2-5, 1-3), Darden 19 (3-8, 4-6), Callahan 4 (0-1, 1-3), J. Johnson 24 (11-15); Acker 2 (0-1), Parrillo, Kariniauskas 7 (2-4, 1-1), Quaglia. Ne: Maresca, Baparapé, Laganà. All. Bolshakov.
ARBITRI: Begnis, Di Francesco, Borgioni.
NOTE. Da 2: V 22-52, C 24-49. Da 3: V 9-21, C 10-19. Tl: V 11-15, C 14-17. Rimbalzi: V 35 (12, Anosike 10), C 43 (13 off., Darden 17). Assist: V 9 (Anosike, Avramovic, Kangur 2), C 18 (Waters 11). Perse: V 15 (Anosike 4), C 17 (Waters, Darden 4). Recuperate: V 8 (Anosike, Avramovic 2), C 5 (Johnson 3). Usc. 5 falli:. F. antisportivo a Maynor (16.45), Acker (29.59). Spettatori: 4.090. Incasso: 59.146

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 03 dicembre 2016
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Commenti

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  1. Scritto da SASHA

    che pena ragazzi!!!

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