“Energia nuova per ripartire dai territori”

I consiglieri provinciali neoeletti Luca Paris, Davide Tamborini e Giuseppe Licata ci inviano questo documento

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I consiglieri provinciali neoeletti Luca Paris, Davide Tamborini e Giuseppe Licata con il seguente documento, vogliono portare “un contributo, pubblico e trasparente, di proposte, finalizzate alla ripartenza ed al rilancio dell’azione politico-amministrativa della coalizione di governo della Provincia di Varese” 

A tre mesi circa dall’insediamento del nuovo Consiglio Provinciale ed a seguito del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, riteniamo sia opportuna un’attenta riflessione politica e programmatica nell’ ambito dell’elaborazione del documento concernente la definizione delle linee programmatiche di mandato, che il Presidente dovrà presentare al Consiglio Provinciale ai sensi di quanto disposto dall’ art. 14, c.3, lett.c)  dello Statuto provinciale.

Ponendoci in una posizione propositiva, riteniamo importante che l’azione dell’ Amministrazione provinciale sul territorio trovi nuovo slancio, a partire dalle seguenti considerazioni:

a)  l’ assetto istituzionale attuale dell’ente, che nasce dalla legge di riforma del 2014, ha di fatto prodotto una forte concentrazione delle competenze decisionali nell’ambito della presidenza, organo monocratico. Questo si unisce all’ attribuzione legislativa delle competenze gestionali in capo ai dirigenti, così come delineata dal Tuel. Crediamo che occorra trovare correttivi politici in sede locale, per promuovere maggiore collegialità nelle decisioni all’interno della maggioranza, poiché i consiglieri esprimono anche una rappresentanza dei territori;

b) occorre rilanciare l’ idea ed il progetto della “Provincia dei Comuni”, al servizio delle amministrazioni locali. Questo significa, sul piano istituzionale, imprimere una forte accelerazione alla individuazione, entro il corrente anno, di aree territoriali omogenee all’interno delle quali attuare politiche collegiali. Sul piano dei servizi, promuovere le gestioni associate e, oltre alla Sua, istituire altri uffici di riferimento per i comuni, come l’ufficio bandi europei, un ufficio che possa gestire le procedure di selezione e concorso del personale, la messa a disposizione dei comuni di competenze nell’ambito informatico, legale, della progettazione e così via;

c) l’iniziativa di conduzione politica del processo di attuazione del gestore unico provinciale del servizio idrico integrato, deve trovare il modo di affrancarsi dalle questioni puramente giurisdizionali, pur importanti, all’interno delle quali sembra rimasta invischiata. Questo partendo dal presupposto che ai cittadini, in realtà, interessa che il servizio funzioni, la tariffa sia equa, ma soprattutto che l’acqua che arriva nelle loro case sia di ottima qualità; ai cittadini interessa che si salvaguardi l’ambiente e si rispettino i tanti fiumi e laghi del nostro territorio e che, per questo, gli impianti di fognatura e depurazione siano moderni e funzionanti. Compito degli amministratori locali é di raggiungere i risultati che si aspettano i cittadini scegliendo in modo pragmatico la strada migliore per farlo, nel rispetto delle norme e senza quegli approcci troppo ideologici che, ne abbiamo avuto testimonianza proprio il 4 dicembre, possono ostacolare seriamente il processo di ammodernamento del nostro Paese;

d) occorre impostare, da parte dell’amministrazione,  la gestione dei rapporti con il personale e con le sue rappresentanze all’ insegna di una serena e dialettica “normalità”, partendo dal principio che anche le più forti contrapposizioni possono e devono trovare uno spiraglio per impostare un dialogo positivo nell’interesse del buon andamento amministrativo. Emerge altresì la necessità di rivedere l’assetto organizzativo dell’ente, anche alla luce dei recentissimi sviluppi referendari e delle inevitabili conseguenze che essi porteranno a breve sulla disciplina complessiva dei servizi.
e) é necessario identificare da subito e con precisione le priorità del territorio in termini di investimenti, anche nell’ambito della mobilità, per partecipare con un disegno complessivo e coerente ai tavoli decisionali che nei prossimi mesi verranno attivati nell’ambito del c.d. patto per la Lombardia. Occorre infine porre particolare attenzione alla ripresa del processo di trasformazione dei Cfp in ambito provinciale.”

Luca Paris, Davide Tamborini e Giuseppe Licata

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 febbraio 2017
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