Pignataro boccia il primo anno di Cassani sindaco. “Immobilismo inconcludente”

Il capogruppo Pd, ex vicesindaco, critica il contenuto e il metodo dell'azione di governo di Cassani. "Litigiosità carta costituzionale del sindaco"

Primo consiglio comunale Gallarate 2016

Un «immobilismo inconcludente», figlio della litigiosità in maggioranza e della continua ricerca di «nemici esterni». Giovanni Pignataro, del Partito Democratico, boccia il primo anno del sindaco Cassani (qui l’intervista del primo cittadino)

«Il bilancio di questo primo anno ci pare oggettivamente fallimentare, per contenuto e per metodo. Dal punto di vista del contenuto, a parte grandissimi slogan, non si è vista nessuna azione concreta, tanto che Cassani nell’intervista deve riferirsi persino a una diminuzione delle tariffe per alcuni compensata con un aumento per altri. Tutto ci pare bloccato: dagli interventi sulla viabilità al commercio, dalla mancata partecipazione a bandi alla presa in carico del “Casermone” dell’Aeronautica, che già l’estate scorsa dava per imminente e che invece stava dentro a un percorso che noi sapevamo più lungo e complesso, come si vede anche oggi. L’urbanistica bloccata da quasi un mese e mezzo ci pare cartina di tornasole».

Pignataro legge l’attivismo di Cassani in una sola direzione: «I tagli sono andati a colpire solo i settori dell’istruzione, della cultura e del sociale, per aumentare il capitolo sicurezza. Ci pare che questo approccio non ci porti a nessuna prospettiva futura: ci si affida ad una sicurezza intesa solo come ordine pubblico e non come intervento preventivo per intercettare il disagio sociale e i fenomeni di devianza».

Un «immobilismo» che l’esponente Pd interpreta anche come conseguenza probabilmente dello «stallo politico» e della «guerra civile interna alla maggioranza, che stupisce la stessa opposizione». In che senso? «Non ricordo da nessuna parte, anche in altri Comuni, una litigiosità così accesa fin dal primo momento. Dal “ci siamo intesi” a inizio autunno al valzer di assessorati, dal mancato numero legale sul bilancio, all’urbanistica. Ed è incredibile che da oltre un mese e mezzo non si convochi un consiglio comunale».

Fin qui il “contenuto” dell’azione amministrativa. Pignataro però boccia il sindaco anche sul metodo: «Dai rapporti con gli alleati alle associazioni, il modello della litigiosità pare la carta costituzionale del sindaco. Al di là degli incontri ufficiali e delle fotografie, i rapporti con qualsiasi realtà sono vissuti con lo spirito dello scontro a singolar tenzone, del match di boxe. Dai sindacati alle associazioni, alle diverse realtà religiose, chi porta un’opinione critica verso l’amministrazione diventa un nemico a cui contrapporsi, da indicare come ostacolo. In questo il collante diventa la paura di un nemico esterno da contrapporre. E sono convinto che davvero questo sia il rischio maggiore: è un approccio che rischia di deteriorare i rapporti tra le persone all’interno della città. Un anno non è servito a Cassani per distinguere tra il ruolo militante salviniano e quello di sindaco di una città».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 22 giugno 2017
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