Scatta il Tour de France: chi conquisterà la maglia gialla?

Il cronoprologo di Düsseldorf darà il via alla 104esima edizione: percorso impegnativo e tanti protagonisti tra cui Fabio Aru

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Finalmente ci siamo: sabato 1 luglio prenderà il via la 104edizione del Tour de France, il più importante evento ciclistico dell’UCI World Tour. La corsa francese parte per la quarta volta nella storia dalla Germania, con i 13,4 chilometri del cronoprologo di Düsseldorf che decreteranno la prima maglia gialla di quest’anno. Ma lo sguardo dei big è già puntato sulle montagne; e ce ne sono tante. Per la prima volta da 25 anni si affronteranno tutte le catene montuose transalpine: i Vosgi, il Massiccio del Giura, i Pirenei, il Massiccio Centrale e, soprattutto, le Alpi.

IL PERCORSO

Dopo il cronoprologo di Düsseldorf si resta in terra straniera, con l’arrivo della seconda tappa previsto a Liegi, per poi finalmente arrivare, il giorno seguente, in Francia a Longwy. Le prime tappe saranno “di riscaldamento”, per cui largo agli sprinter e ai finisseur.
Dal quinto giorno si inizia a fare sul serio con l’arrivo di Planche des Belle Filles, salita non lunghissima (5,4km) ma decisamente impegnativa, con pendenze che arrivano a sfiorare il 14%. Occhi puntati anche sulla nona tappa: l’arrivo di Chambéry non è impegnativo, ma non si può dire lo stesso degli 8,7 km di ascesa al Mont du Chat, salita durissima (10% di media, con punte del 15%) già conosciuta al Giro del Delfinato.

La fase centrale della Grand Boucle presenta una variegato assortimento di terreni, ma la costante saranno le insidie presenti in ogni singola tappa, su tutte il vento che da sempre è un elemento caratterizzante della corsa francese.

L’ultima settimana arrivano le Alpi. La 17esima tappa prevede il passaggio a quota 2642 metri sul leggendario Col du Galibier (17,7km con pendenza costante del 7% e punte del 13%), per poi lanciarsi nella discesa che porta al traguardo di Serre-Chevalier. Il giorno dopo appuntamento con la storia: per la prima volta il Col d’Izoard, altro “mostro sacro” del Tour, sarà arrivo di tappa: 14 chilometri con pendenza media del 7,3% porteranno ai 2360 metri d’altitudine del traguardo.

L’ultimo scoglio è la penultima tappa, con la cronometro individuale di Marsiglia (22,5km) che stabilirà definitivamente la classifica finale: il giorno seguente seguirà la tradizionale passerella al crepuscolo della maglia gialla sugli Champs Élysée.

I PROTAGONISTI

È un Tour de France più aperto che mai: tanta salita, tanta discesa, poca cronometro, ma soprattutto tanti favoriti pronti a darsi battaglia nei 21 giorni di corsa. L’osservato speciale, inevitabilmente, sarà Chris Froome. Il britannico del Team Sky vuole vestirsi di giallo per il terzo anno consecutivo (il quarto in carriera) e per farlo ha a disposizione un parterre di gregari eccezionale: i vari Henao, Landa, Thomas e Nieve sarebbero capitani di molte altre squadre.

La solidità del Team Sky è impressionante, ma nel ciclismo contano le gambe e il Froome di questo periodo non pare al massimo della forma. Discorso opposto per i suoi diretti avversari, su tutti Richie Porte, dallo scorso anno in forza alla BMC, che sta attraversando un ottimo momento. Froome stesso ha indicato l’australiano, suo ex gregario di lusso, come il pericolo numero uno.
A loro si aggiunge il nostro Fabio Aru. Dopo l’incidente di inizio stagione il Cavaliere dei Quattro Mori è tornato alla grande, laureandosi la scorsa domenica campione d’Italia per la prima volta in carriera. Al suo fianco l’Astana schiera gregari del calibro di Dario Cataldo e Jakob Fulgsang, entrambi in ottima forma, soprattutto il danese reduce dalla splendida vittoria del Giro del Delfinato.

Le speranze francesi sono riposte sulle spalle di Romain Bardet: il capitano dell’AG2R La Mondiale è focalizzato sulla Grande Boucle da inizio stagione, con l’obiettivo di salire sul gradino più alto del podio dopo il secondo posto dello scorso anno. Dal 1985 un francese non vince il Tour (nell’occasione prevalse Bernard Hinault) e oltralpe sperano che questo possa essere l’anno giusto.

Non si può non citare Nairo Quintana: lo scalatore colombiano aveva puntato alla doppietta Giro-Tour, ma il trionfo a Milano di Doumulin ha stravolto i suoi piani. La corsa alla maglia gialla potrebbe rappresentare un’occasione di riscatto, ma le fatiche accumulate al Giro potrebbero condurlo a una seconda delusione.

Da non sottovalutare, infine, Esteban Chaves (Orica Scott), Ion Izagirre (Bahrain Merida), Rafal Majka (Bora Hansgroe), Alberto Contador (Trek Segafredo) e Thibault Pinot (FDJ). Sono tutti possibili outsiders, anche se Contador e Pinot partono un gradino sotto: lo spagnolo è ormai in fase calante della carriera, mentre il francese è reduce dal Giro e non è al massimo della preparazione.

Il Tour de France 2017 ha tutte le carte in regola per diventare una delle edizioni più belle degli ultimi anni e, se agli uomini sopracitati aggiungiamo anche i vari Peter Sagan, Tony Martin, André Greipel, Marcel Kittel e Mark Cavendish, possiamo star certi che ne vedremo delle belle.

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Pubblicato il 30 giugno 2017
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