Delegazione varesina della Coldiretti a Roma contro il Ceta
È partita anche dalle campagne della provincia di Varese una delegazione di agricoltori che ha invaso piazza Montecitorio per fermare il trattato di libero scambio con il Canada (CETA)
È partita anche dalle campagne della provincia di Varese una delegazione di agricoltori che ha invaso piazza Montecitorio a Roma, questa mattina, per fermare il trattato di libero scambio con il Canada (CETA). A raccontarlo è la Coldiretti provinciale, pronta a combattere l’accordo che, se andasse in porto, per la prima volta nella storia dell’Unione Europa accorderebbe a livello internazionale il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici. «Siamo oggi riuniti a Roma — spiega il presidente di Coldiretti Varese, Fernando Fiori — per difendere il Made in Italy dalle contraffazioni, e per impedire che vengano spalancate le porte del nostro Paese all’invasione di grano duro canadese, trattato con glifosato che è vietato qui da noi perché ritenuto cancerogeno, e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero».
L’iniziativa nella Capitale è della Coldiretti, che insieme a un’inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) chiede di procedere senza fretta ad una discussione approfondita in Parlamento prima di assumere una decisione di ratifica.
Nel CETA, secondo Coldiretti, manca il riferimento alla portata vincolante del principio di precauzione che, in Europa, impone una condotta cautelativa nelle decisioni che riguardano questioni scientificamente controverse circa i possibili impatti sulla salute o sull’ambiente. L’accordo – precisa la Coldiretti – prevede, al contrario, l’applicazione del principio di equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie tra le parti, consentendo di ottenere il mutuo riconoscimento di un prodotto (e, quindi, di evitare nuovi controlli nel paese in cui verrà venduto), dimostrandone l’equivalenza con quelli commercializzati dalla controparte.
«Nei trattati — precisa il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo — va riservata all’agroalimentare una specificità che tuteli la distintività della produzione fermando una escalation che mette a rischio la tutela della salute, la protezione dell’ambiente e la libertà di scelta dei consumatori». È il caso delle condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per pomodoro da mensa, arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva, all’Egitto per fragole, uva da tavola, finocchi e carciofi, oltre all’olio di oliva dalla Tunisia ma a pesare sono pure gli effetti dell’embargo Russo che è costato all’Italia quasi un miliardo di euro nel solo settore agroalimentare.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Rissa con bastoni e sassaiola alla stazione di Garbagnate: danneggiato anche un treno
SABY24 su Case di riposo, in provincia di Varese una retta da 2.548 euro al mese: più cara della media lombarda
Bustocco-71 su Code e disagi sulla provinciale del lago: i lavori di asfaltatura bloccano il traffico tra Buguggiate e le autostrade
principe.rosso su A Luino confronto sulla scuola con il sottosegretario Frassinetti
Viacolvento su A Luino confronto sulla scuola con il sottosegretario Frassinetti
Felice su Dormiva in un bivacco nel bosco a Tradate con oltre 100 dosi di droga ma viene assolto dall’accusa di spaccio






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.