“Il barbiere di Siviglia”, l’opera di Rossini soddisfa l’Apollonio
L'opera buffa di Gioacchino Rossini, per la regia Pier Luigi Cassano e direttore d’orchestra Angelo Gabrielli, è andata in scena domenica. Positiva la risposta del pubblico
È andato in scena domenica sera, al Teatro Apollonio “Il barbiere di Siviglia” opera buffa di Gioacchino Rossini, per la regia Pier Luigi Cassano e direttore d’orchestra Angelo Gabrielli, per una durata totale, intervallo compreso, di due ore e tre quarti. Il pubblico varesino è stato numeroso.
La scenografia ha previsto qualche adattamento, adottando lo sfondo di un caseggiato con un portone centrale, ed i cambi di scena sono consistiti in cambiamenti dell’arredo stesso.
Ottima la regia, così come la direzione d’orchestra e l’esecuzione dei brani da parte dei musicisti. Le parti dedicate in origine alla chitarra, così come le simulazioni del suono del clavicembalo, sono state eseguite dal pianista, posto all’estrema destra del palco, su di un pianoforte elettronico.
Molto bravi i cantanti che si sono esibiti nei difficili passaggi di scala previsti nella partitura dell’opera. Bello il lungo duetto, accompagnato a tempo di valzer, tra il conte di Almaviva (Hyukso) e Figaro (Solinas) che ha chiuso il primo atto. Bello anche il lungo assolo di Rosina (Mezzanotte), con i forti sbalzi di acuto, così come l’aria di Don Basilio (Park), che invita Bartolo (Mastrototaro) a servirsi della calunnia per sbarazzarsi del conte D’Almaviva. Un’opera che ci ha soddisfatti, nell’attesa di altre future rappresentazioni.
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